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Violenza intra-familiare assistita: Quali le conseguenze sui minori vittime?

2022-01-20 16:40

Dott.ssa Karola Dell'elce

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Violenza intra-familiare assistita: Quali le conseguenze sui minori vittime?

Articolo a cura della dott.ssa Karola Dell’elce,laureata in Psicologia Cognitivadellelcekarol@gmail.com

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                                                                                      “La violenza è tra noi, nelle nostre case e in quella dei nostri amici”

                                                                                  (Il male che si deve raccontare, Hornby)

 

Prima di addentrarci nell’arido terreno della tematica proposta, è opportuno sottolineare che esistono varie forme di violenza: quella fisica, quella psicologica, sessuale, economica e non da non tralasciare, il mobbing e lo stalking. Tutte forme di violenza accomunate da un un unico sentimento: la paura. Sicuramente meno discussa, è la violenza intra-familiare assistita: molto spesso i minori sono vittime di una violenza che si attua sotto i loro occhi, diventando così spettatori indifesi di una pesante realtà a cui non si può sfuggire. La violenza assistita è stata infatti definita dal CISMAI (Coordinamento Italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia) come “ l’esperire da parte del bambino/a a qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza figure significative sul piano emotivo.” Solitamente le vittime di tale violenza sono le madri oppure i fratelli. Il bambino, che fa esperienza di questo vissuto, sviluppa effetti psicologici devastanti, rimanendo segnato per tutta l' infanzia e nella successiva età adulta. Le conseguenze possono essere osservate sia a breve che lungo termine;

Tra gli effetti a breve termine includiamo:

-Emozioni negative persistenti quali tristezza, paura, rabbia, ansia, delusione, impulsività;

-Ritardo nello sviluppo psico-motorio;

-Effetti negativi sull’intelletto, nello sviluppo dell’empatia e nella capacità di socializzazione;

Per quanto concerne gli effetti a lungo termine possono esserci invece:

-Probabile insorgenza del Disturbo post traumatico da stress. I sintomi tipici riguardano incubi notturni, flashback legati ai ricordi traumatici e reiterazione di giochi;

-Disturbi dissociativi: il bambino vittima di violenza tende ad attuare “la dissociazione” come meccanismo di difesa dalla realtà in cui si trova, creando così un ambiente che possa farlo sentire al sicuro;

-Disordini alimentari: la disregolazione delle emozioni in un ambiente tossico, potrebbe portare alla comparsa di condotte alimentari non funzionali;

-Dipendenze: il bambino può sviluppare varie forme di dipendenza,sia da sostanze (droghe e alcool) che da persone, (si parla a tal proposito di dipendenza affettiva sul piano psicologico e fisico nei confronti di un partner, di un amico, ecc..) al fine di colmare quel sentimento di benessere e amore che sono stati digiuni sin dall’infanzia.

Il fenomeno della violenza assistita è sempre esistito ma per lungo tempo è rimasto celato tra le mura domestiche. E' fondamentale per i bambini, vivere in un ambiente familiare sano per lo sviluppo fisico e psichico; bisogna imparare inoltre, a non trascurare i disagi che vi sono all’interno della famiglia stessa. Per fare ciò sono stati attivati dei programmi di prevenzione nelle scuole dove chi ne avesse necessità può sentirsi libero di chiedere aiuto.  Il primo passo da attuare è l'ascolto attraverso le terapie individuali, di gruppo e rivolte alla diade madre-bambino; In secondo luogo dare vita ad attività ludico-ricreative al fine di promuovere l'inserimento sociale e relazionale attraverso il teatro e l'arte. Infine promuovere la creazione di attività per lo sviluppo del bambino come ad esempio l'acquisto di libri, l'iscrizione ad attività sportive e la partecipazione a gite/viaggi.

L’esposizione prolungata alla violenza potrebbe portare alla convinzione nei bambini che la violenza rappresenti la normalità e possa essere  un  valido  strumento per risolvere le diatribe familiari. Per arginare tale problema sarebbe opportuno provvedere a campagne di sensibilizzazione a livello sociale: si dovrebbe rieducare l’individuo ad una cultura del rispetto dell’altro, all’affettività nei confronti del coniuge, alla risoluzione pacifica dei conflitti, e al rispetto della vera parità di genere. Tutto ciò allo scopo di prevenire gli atteggiamenti violenti ed interrompere il circolo della violenza intergenerazionale

 

Bibliografia

-https//:www.savethechildren.it/blog-notizie/cos-e-la-violenza-assistita-e-quali-conseguenze-sui-bambini

-https//:www.centroantiviolenza.comune.torino.it/violenza-assistita-un-male-invisibile-effetti-a-breve-e-lungo-termine

-httpps//: www.savethechildren.it 

-htpps//: www.sinapsyche.it

 

 

Articolo a cura della dott.ssa Karola Dell’elce,

laureata in Psicologia Cognitiva

dellelcekarol@gmail.com

 

 

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