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La realtà virtuale: uno strumento innovativo per una possibile cura dei pazienti con Demenza

2022-02-24 15:20

Dott.ssa Karola Dell'elce

Psicologia, Chieti, psicologia, demenza, LACURADELTEMPO, #virtualreality, #cura,

La realtà virtuale: uno strumento innovativo per una possibile cura dei pazienti con Demenza

Articolo a cura della dott.ssa Karola Dell’elce, laureata in psicologia cognitivadellelcekarol@gmail.com

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La realtà virtuale, negli ultimi anni, è stata oggetto di numerose indagini di applicazione soprattutto in ambito medico-scientifico. Uno dei più grandi vantaggi di questa tecnica è quella di poter simulare su un computer un ambiente reale, attraverso l’utilizzo di un set di occhiali specifici e cuffie. In questo modo è possibile “immergere” il soggetto in un ambiente virtuale e studiare le sue risposte fisiologiche e cerebrali o creare stimoli ed esperienze non attuabili nella realtà.

Tale strumento, è stato preso in considerazione da numerosi ricercatori, i quali hanno applicato tale tecnologia per la riabilitazione di molteplici funzioni corticali in quei soggetti con diagnosi di demenza. Seppur non è affatto pensabile che l’immersione in una realtà virtuale rallenti significativamente il declino cognitivo, è certo e documentato che tale innovazione possa innescare nel paziente emozioni positive, a discapito di ansia e depressione, oltre alla stimolazione di ricordi di vita vissuti. In merito a ciò è stato condotto  dall’ Università di Kent nel Regno Unito, un recente studio, dal titolo: “Proceedings of the SIGCHI Conference of Human Factors in Computing System”, volto ad analizzare l’incidenza della realtà virtuale sul soggetto colpito da demenza: 8 partecipanti, con età compresa tra i 40 e gli 88 anni, sono stati sottoposti alla visione di 5 ambienti diversi, per un totale di 16 sessioni, attraverso l’utilizzo di un simulatore. Questi ambienti rappresentano: una foresta, una cattedrale, una spiaggia sabbiosa, una spiaggia rocciosa ed una campagna. I risultati mostrano come l ‘immersione nella VR abbia smosso la memoria dei soggetti implicati nell’esperimento, in quanto sono emersi vecchi ricordi. Ad esempio, un partecipante, alla vista di uno scenario, ha rimembrato una vacanza passata. Inoltre, i partecipanti hanno riferito un evidente miglioramento dell’umore. Di conseguenza, i caregiver hanno migliorato l’interazione e il dialogo con essi. Altri partecipanti, in un compito in cui è stato richiesto un disegno, hanno rappresentato uno dei cinque scenari, sicuramente il più colpito, con cura ed attenzione. Pertanto questi risultati mostrano sicuramente un’influenza positiva della realtà virtuale sulla salute mentale di soggetti con demenza. Per poter confermare i risultati di questi esperimenti, è opportuno svolgere ulteriori ricerche in merito e avere a disposizione ulteriori dati che portino a risultati maggiormente attendibili, ma ciò non toglie che la realtà virtuale genera effetti positivi con il conseguente miglioramento della qualità di vita di queste persone, per cui vi  una diminuzione di stati di ansia e depressione.

Un'ulteriore esperienza inerente la VR  riguarda l’utilizzo di un videogame intitolato: “Sea Hero Quest VR”, il quale consente di raccogliere dati che riguardano il senso di orientamento attraverso la navigazione. La ricerca si basa su un ampio spettro di individui, da quello più sano a quello che mostra i primi campanelli di allarme di un presunto declino cognitivo. L’aspetto stupefacente è la scoperta di come la realtà virtuale possa anticipare la possibilità di una presunta malattia: I soggetti che tendono a guardarsi attorno ad esempio, non sono sicuri del proprio orientamento spaziale e della loro motricità, per cui si potrebbe sospettare sulla salute mentale futura. Hornberger infatti, il quale ha diretto gran parte della ricerca, afferma che il potere intuitivo della realtà virtuale potrà essere utilizzata al meglio per fare diagnosi di presunti pazienti e avrà un ruolo primario nella riabilitazione. L’ultimo ambito di ricerca riguarda  la “comprensione della malattia”. Nello specifico è un'iniziativa volta a far comprendere cosa si prova quando si è vittime di una forma di demenza, al fine di sviluppare una forte empatia utile a garantire un'assistenza adeguata da parte del caregiver.

“A Walk Through Dementia” è una serie di video in VR in cui caregiver e familiari esperiscono i sintomi tipici della demenza in tre situazioni focali: al supermercato, per strada e a casa. L’obiettivo della ricerca è quello di mettere in luce attraverso le tre situazioni, il disagio e i sintomi che colpiscono il soggetto con demenza , riguardanti soprattutto la perdita di memoria, lo smarrimento e la confusione per quei luoghi che un tempo erano familiari.

A conclusione di ciò, si può affermare che nei soggetti con diagnosi di demenza, l’impiego della realtà virtuale, intesa come “strumento all’avanguardia”, sta avendo grande successo, oltre che suscitare interesse.

Nonostante il lavoro da fare sia ancora lungo per la scarsa quantità di prove, i risultati odierni hanno dimostrato che la VR può avere benefici positivi per il paziente e per la famiglia che lo sostiene.

 

Bibliografia:

-teach4feature.info/reata-virtuale-deficit-cognitivo-demenza

-experenti.eu/realta-virtuale/healtcare-vr/la-realta-virtuale-per-affrontare-meglio-la-demenza

 

Articolo a cura della dott.ssa Karola Dell’elce,

laureata in psicologia cognitiva

dellelcekarol@gmail.com

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