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Saudade – L’ingombrante presenza dell’assenza

2022-03-24 19:19

Dott.ssa Maria Trapasso

Psicologia, psicologia, LACURADELTEMPO, #Saudade,

Saudade – L’ingombrante presenza dell’assenza

Articolo a cura della Dott.ssa Trapasso Maria, Laureata in Psicologia Clinica e della Salutemaria.trapasso96@gmail.com

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“Appocundria me scoppia

ogne minuto 'mpietto,

peccè passanno forte

haje sconcecato 'o lietto.

Appocundria 'e chi è sazio

e dice ca è diuno.

Appocundria 'e nisciuno.”

Pino Daniele

Saudade è una delle parole più belle e vibranti della lingua portoghese che le vostre orecchie possano mai sentire nella vita. In verità la parola si pronuncia “saudagi” e l’origine etimologica proviene dal latino: “solitùdo, solitudinis”, solitudine e “salutare, salutatione”, saluto.

È un termine avvolto da un’aura di mistero, filologi e linguisti hanno tentato di stabilirne la provenienza, ma senza successo. Tra le ipotesi più accreditate sull’origine della parola, c’è quella secondo la quale il termine saudade sia nato all’epoca del colonialismo portoghese: quando iniziò ad essere usata per descrivere i marinai portoghesi che testavano nello stesso istante, la lontananza, l’appartenenza ad un luogo e la sua distanza, provando la solitudine del vivere in terra straniera, distanti dai propri cari. 

Tradurre saudade in italiano con una parola è completamente impossibile, perché, per quanto il vocabolario italiano sia costellato da una moltitudine di parole significative, la traduzione risulterebbe, sempre e comunque, inefficace e non rispecchierebbe cosa la saudade racchiude semanticamente: un mondo di emozioni.

Questa parola è un involucro mistico di struggimento e felicità che ha in sé un senso di malinconia molto profondo, in quanto non rappresenta solo un senso nostalgico di ciò che si è già vissuto e il desiderio di riviverlo o di possederlo, ma anche di ciò che non si è mai vissuto ed esperito, la nostalgia del futuro.

Esprime la conseguenza dell’assenza, il ricordare con nostalgia, il sentire disperatamente la mancanza di qualcuno ormai lontano; una nostalgia che pone l’uomo ad uno sforzo mentale paradossalmente sia dolce, sia amaro.

La saudade simbolicamente riesce a far emergere una percezione di vuoto originata dalla distanza con qualcuno. È quindi un sentimento di mancanza, di sottrazione, è qualcosa che viene racchiuso in un luogo, in una persona, o in un preciso arco temporale.

In concreto, si fonda sull’ingombrante presenza di un’assenza.

L’ emozione della saudade, questo strano e misterioso minestrone di malinconia, nostalgia e speranza, non è un concetto nuovo e fresco, bensì è stato chiosato e studiato esasperatamente, già innumerevoli volte, da letterati e linguisti fino ad essere, addirittura, teorizzato in un movimento, il Saudosismo, come il sentimento più proprio dell’anima portoghese: il sunto fra desiderio e dolore.

Tra i maggiori studiosi dell’argomento c’è lo scrittore Antonio Tabucchi. Egli afferma che la saudade è una parola contenitore che comprende molteplici significati e che per poterla tradurre in italiano potremmo avvalerci della parola dantesca “disìo” che appare nell’VIII canto del “Purgatorio”:

“Era già l’ora che volge il disìo/ai navicanti e ‘ntenerisce il core/lo dì c’han detto ai dolci amici addio”.

Tabucchi interpreta il “disìo” di Dante come possibile traduzione della saudade, perché pensa sia un “forte desiderio causato da una lontananza, una nostalgia, una sorta di magone, di cuore gonfio, […] un male esistenziale.” Tabucchi cerca di spiegare la saudade non solo come struggimento di un ricordo passato, ma anche come una speranza futura; dice che attraverso la saudade il sentire diviene fluido: l’individuo può pensare al passato al tempo presente come se fossero in relazione tra essi, ripensando a oggetti, persone e situazioni irripetibili nel presente. Ma non solo, l’uomo in preda alla saudade, può riflettere sul vissuto nel periodo attuale come connesso ad un tempo futuro, pensando a ciò che ora è presente, ma che sarà assente poi. Una continua nostalgia in potenza che stimola il pensiero, una manifestazione dell’intensa percezione dell’irreversibilità del tempo. La mente dell’individuo saudoso oscilla in un fluido movimento tra più tempi.

Un immenso contributo è dato dal sommo poeta portoghese, Fernando Pessoa, il quale ha dedicato la sua intera letteratura alla saudade, raffigurandola in modo deliziosamente personale. Pessoa riveste il concetto di saudade d’inquietudine, intesa come movimento dell’anima. L’uomo saudoso, trovandosi a riflettere su se stesso, la sua coscienza, la sua inadeguatezza nel comprendere chi è lui nel mondo e nel quantificare lo spazio e il tempo, si ritrova inondato da questa inquietudine che lo spinge verso la soluzione di questo malessere. Per cui, per Pessoa, l’uomo in preda alla malinconia non è sopraffatto da un’emozione che lo conduce alla passività, ma, piuttosto, al movimento, all’irrequietezza che lo intima a cercare una soluzione, un equilibrio, una risposta.

L’intraducibilità della saudade è dovuta al fatto che noi non siamo abituati a riconoscere questo affetto inteso come un tutt’uno inscindibile: quello malinconico di nostalgia, di solitudine, di mancanza, e quello di speranza, di desiderio e anelito.

Tuttavia, questo concetto non è completamente alieno alla nostra cultura. Esiste una parola partenopea che ne ricorda il complesso sapore agrodolce, ed è l’“appocundria”. Dell’appocundria se ne è fatto cantore Pino Daniele che narra questo sentimento struggente di tristezza di un ricordo o di quella malinconia di cui non sempre si riesce a capire la radice.

Forse, nel proposito di racchiudere in poche parole il senso dell’indefinibile saudade, potrebbe venirci in aiuto lo scrittore Milan Kundera che nell’ “Ignoranza” scriveva: “La nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare."

Bibliografia:

 

https://educalingo.com/it/dic-it/saudade

https://journals.openedition.org/italies/3704

https://unaparolaalgiorno.it/significato/saudade

https://it.healthy-food-near-me.com/la-saudade-where-does-this-deep-feeling-come-from/

https://lisbona.italiani.it/saudade-il-sentimento-che-non-puo-essere-descritto/?cn-reloaded=1

https://caffebook.it/2017/04/03/un-sentimento-indefinibile-ma-intenso-la-saudade/

Articolo a cura della Dott.ssa Trapasso Maria,

 Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

maria.trapasso96@gmail.com

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