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Non solo Alzheimer – Ecco le 4 forme di demenza più comuni

2020-09-01 19:33

Dott.ssa Danila Negro

Psicologia,

Non solo Alzheimer – Ecco le 4 forme di demenza più comuni

Articolo a cura della Dott.ssa Danila Negro, Laureata in Psicologia dei Gruppi,delle Comunità e delle Organizzazioni

Ricerche recenti hanno osservato che in tutto il mondo circa 50 milioni di persone sono affette da Demenza e si prevede che questo numero possa arrivare a 52 milioni entro il 2050,  in particolare nei paesi a basso e medio reddito dove vivono circa due terzi delle persone affetta da demenza.

La Demenza è una condizione neurologica che comporta il progressivo deterioramento delle funzioni cerebrali, nonché delle abilità cognitive, che si verifica prevalentemente in persone con un’età superiore ai 60-65 anni (demenza senile), mentre raramente può insorgere in soggetti con un’età inferiore ai 60 anni (demenza senile precoce o giovanile).

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La maggior parte delle forme di Demenza è di tipo irreversibile, esse possono derivare da malattie degenerative del cervello o da disturbi patologici a carico di altri organi e apparati.

Le principali demenze che si possono riscontrare sono:

 

1. Il morbo di Alzheimer

 

È la più diffusa, se non proprio la prima, causa di demenza nel mondo. E’ una malattia degenerativa progressiva del cervello, caratterizzata dalla graduale morte delle cellule cerebrali che causa il restringimento e l’atrofia (indebolimento) di alcune aree del cervello.

Chi soffre del morbo di Alzheimer presenta:

·         Forti disturbi della memoria anterograda, infatti in questi casi la persona ha difficoltà a ricordare eventi dopo la comparsa della patologia;

·         Avverte difficoltà di orientamento nello spazio e nel tempo e spesso queste persone non si rendono conto di dove sono o di dove stanno andando;

·         Scarsa concentrazione, tendenzialmente non riescono a mantenere l’attenzione su ciò che stanno facendo in quel momento poiché vengono distratti facilmente da ciò che li circonda;

·         Progressiva perdita dell’autonomia, infatti con il progredire della patologia queste persone richiederanno una sempre maggiore assistenza anche per le attività quotidiane come lavarsi o mangiare.

 

2. La demenza vascolare o multi-infartuale (mid)

 

E’, invece, la seconda causa di demenza nel mondo. Le demenze vascolari sono dovute alla distruzione progressiva del tessuto cerebrale causata da piccoli infarti o da patologie cardiovascolari croniche.

Chi soffre di Demenza Vascolare presenta:

·      Difficoltà nell’equilibrio o nella deambulazione;

· Difficoltà nella comunicazione, attenzione e ragionamento;

·       Sbalzi d’umore e depressione;

·       Debolezza;

·       Crisi epilettiche;

Mentre, al contrario della malattia di Alzheimer, NON è un sintomo principale il deterioramento della memoria.

 

3.   La malattia a Corpi di Lewy

 

È la terza demenza in ordine di frequenza, la cui età di esordio è tipicamente superiore ai 60 anni.

L'iniziale deterioramento cognitivo nella demenza a corpi di Lewy assomiglia a quello di altre forme di demenza, come il Parkinson e l’Alzheimer, e prevede:

1.      Sintomi cognitivi:

·      Deterioramento della memoria,

·     Deterioramento dell'attenzione,

·     Deterioramento delle funzioni esecutive,

·         Problemi comportamentali,

2.      Sintomi extrapiramidali:

·      Rigidità,

·      Bradicinesia ossia la difficoltà di intraprendere un movimento volontario e lentezza nella sua esecuzione,

·      Instabilità nell'andatura.

 

È importante sapere che nella demenza con corpi di Lewy, a differenza del morbo di Parkinson, tra la comparsa dei sintomi cognitivi e di quelli extrapiramidali solitamente non intercorre più di 1 anno e in particolare che nella demenza con corpi di Lewy:

·         Il tremore non compare precocemente,

·         La rigidità assiale con instabilità nella deambulazione si verifica precocemente,

·         I deficit neurologici tendono a essere simmetrici.

 

4.       La demenza frontotemporale (DFT)

È una forma rara di demenza che colpisce prevalentemente le persone tra i 50 e i 60 anni. La demenza frontotemporale provoca una degenerazione progressiva dei lobi cerebrali frontali e temporali.

Se colpisce i lobi frontali comporta:

- Cambiamenti nel comportamento che può risultare inappropriato rispetto alle situazioni, ad esempio bestemmiare in chiesa o ridere durante un funerale;

- Alterazioni dell’emotività e della personalità, il soggetto può presentare ripetuti sbalzi d’umore anche durante la stessa giornata;

Mentre, se la degenerazione riguarda i lobi temporali provoca difficoltà a:

·         riconoscere oggetti;

·         esprimersi;

·         comprendere il linguaggio.

Questo tipo di demenze possono compromettere anche le funzioni esecutive, ovvero quelle capacità cognitive che permettono di pianificare, organizzare, ragionare, apprendere.

 

Ovviamente, queste sono solo delle linee guida per comprendere con quale tipo di demenza si ha a che fare ma per una vera e propria diagnosi differenziale è sempre opportuno e strettamente consigliato rivolgersi a degli esperti in campo medico, come il neurologo e il neuropsicologo che sapranno non solo determinare il tipo di demenza ma anche creare una terapia ad hoc.

 

Dott.ssa Danila Negro

Laureata in Psicologia dei Gruppi,

delle Comunità e delle Organizzazioni

e-mail: danilanegro@live.it

 

Per approfondimenti:

https://novilunio.net/le-forme-piu-comuni-di-demenza/

https://www.google.it/amp/s/www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/che-differenza-ce-tra-il-morbo-di-alzheimer-e-le-demenze-senili-amp

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-neurologiche/delirium-e-demenza/demenza-a-corpi-di-lewy-e-demenza-della-malattia-di-parkinson

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