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Sono ancora in grado di cucinare? – Demenza e autonomia in cucina

2021-10-21 13:53

Dott.ssa Ottavia Fasciano

Psicologia, La cura del tempo, Psicologia , Chieti, demenza, cucina, disfagia, autoefficacia,

Sono ancora in grado di cucinare? – Demenza e autonomia in cucina

Articolo a cura della Dott.ssa Ottavia FascianoLaureata in Psicologia Clinica e della Salute

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"Dopo il verbo "amare",  il verbo "aiutare" è il più bello del mondo".

 

Con l’insorgere della demenza, molte funzioni e autonomie vengono compromesse. Fra le tante, anche le attività quotidiane come fare la spesa o cucinare potrebbero risultare altamente colpite fino a diventare deficitarie, complice il decadimento delle funzioni mnestiche.
Con il passare del tempo, la persona con demenza – soprattutto se vive da sola – può soffrire di problemi legati alla nutrizione, dal momento che risulta molto comune la mancata percezione dello stimolo della fame e della sete, oltre ad un disorientamento temporale riguardo l’ora dei pasti. Questi deficit, associati alla perduta capacità di cucinare, possono portare al rischio di malnutrizione, disidratazione o – nel caso in cui si ripeta il pasto a causa di dimenticanze – ad ipernutrizione.
La persona con demenza inoltre, non riconoscendo bene il cibo, ha difficoltà nel mangiare autonomamente e questo incide molto sul livello di autoefficacia (ovvero la fiducia nelle proprie capacità e potenzialità) e autostima, soprattutto se il soggetto è nelle prime fasi della demenza e ha quindi ancora abbastanza lucidità per comprendere cosa gli stia succedendo. Non è raro, infatti, che in comorbilità con la demenza vi sia un quadro depressivo che porta con se apatia e poco appetito.

È molto frequente che i che i soggetti con demenza siano ancora convinti di saper cucinare, questo li metterebbe in condizioni di pericolo correndo il rischio di tagliarsi o bruciarsi. Per questo è importante seguire alcune accortezze, affinché l’anziano sia più al sicuro possibile:

●        Accertarsi che la persona si effettivamente ancora in grado di cucinare;

●        No alle posate taglienti! Fare in modo che tutte le posate alla portata della persona con demenza non siano troppo acuminate o che – in alternativa – siano tenute lontane;

●        Installare misure di sicurezza adeguate;

●        Assicurarsi che il cibo sia sufficiente ed equilibrato!

●        Tenere sotto controllo il peso della persona, assicurandosi che sia nella norma e, in caso contrario, intervenire per tempo.

Negli stadi più avanzati ci possono essere problemi anche nella deglutizione: sarebbe utile quindi che l’anziano sia sempre accompagnato durante i pasti da qualcuno che possa controllare che non si presentino problemi di disfagia e che sia pronto ad intervenire in caso di pericolo.

La demenza cambia progressivamente e si manifesta in maniera diversa da soggetto a soggetto, motivo per il quale è importante che ci sia sempre qualcuno a dare una mano e che si preoccupi di dare supporto soprattutto nelle fasi di maggiore turbamento e difficoltà.

 

 

 

Fonti:

- Defanti, C. A., Tiezzi, A., Gasparini, M., Gasperini, M., Congedo, M., Tiraboschi, P., ... & Marcello, N. Problemi etici nella cura della persona con demenza. Parte I: il rispetto dell’autonomia: consapevolezza, capacità e disturbi del comportamento.;

- https://www.alzheimer-schweiz.ch/it/sulla-demenza/articolo/mangiare-e-bere-possono-rimanere-un-piacere

Articolo a cura della Dott.ssa Ottavia Fasciano

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

ottaviafasciano@gmail.com

 

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