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Il nostro corpo è un gran chiacchierone-la comunicazione non verbale

2022-04-14 12:30

Dott.ssa Vanessa Silvestri

Psicologia, psicologia , chieti , la cura del tempo , linguaggio , verbale , non verbale,

Il nostro corpo è un gran chiacchierone-la comunicazione non verbale

Articolo a cura della dott.sa Vanessa Silvestrilaureata in psicologia clinica e della salutevanessa.silvestri.vs@gmail.com

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“Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. “  

Paul Watzlawick

 

La possibilità di comunicare aldilà delle parole ha sempre creato un certo fascino tanto da attirare nel tempo l’interesse di molti nel campo scientifico, artistico, letterario, sociale etc. La comunicazione ha origini primitive. La prima fase dell’evoluzione della specie, infatti, è stata dominata da un linguaggio di tipo non verbale, cioè caratterizzato da segnali corporei trasmessi e intercettati dai canali visivi, uditivi e tattili sino al suo attuale sviluppo, quello della parola, la comunicazione verbale (CV).

Dall’osservazione dei comportamentali animali e dallo studio sui bambini è emersa una vasta letteratura in merito alla comunicazione. Ma perché è così importate comunicare? Cosa hanno in comune un serpente che agita il proprio sonaglio e un neonato che piange in una situazione sconosciuta? Oserei dire che entrambi si sentono in pericolo e hanno bisogno di comunicarci che hanno paura. Il serpente con in suo sonaglio vorrà ingannarci per mantenerci a distanza; il bambino vorrà richiamare l’attenzione di un caregiver. Potremmo dire dunque che la comunicazione ha una funzione importante, evolutiva: di adattamento e di sopravvivenza che si impara sin dalla nascita.Paul Watzlawick, importante psicologo chesviluppò la teoria della comunicazione umana, pietra miliare per la terapia familiare, ha infatti affermato che “non si può non comunicare” (primo assioma della comunicazione).Sia l’attività che l’inattività, la parola o il silenzio, contengono un messaggio, un bisogno: quello di inviare e ricevere, cioè comunicare un’informazione all’altro. La comunicazione non verbale (CNV) è una modalità di condivisione delle proprie emozioni primarie (paura, gioia, disgusto, tristezza, sorpresa e rabbia) più “subdola”, che spesso non possiamo controllare o non riusciamo a decodificare: può farci percepire o far percepire informazioni differenti rispetto a ciò che viene comunicato verbalmente. La CNV, cosi come CV, è costituita da una serie di codici e il più conosciuto è la cinesica, noto come “il linguaggio del corpo “che comprende i movimenti del corpo, i gesti, la mimica, la voce (paraverbale) ela gestione della distanza (prossemica). È bene sapere però che ogni cultura attribuisce un significato ai gesti. Ad esempio, la distanza interpersonale può essere concepita come normale o invadente o evitante sulla base della provenienza. Secondo alcune ricerche, le espressioni facciali sono dei segnali della CNV universali. In ogni caso un americano e un giapponese potrebbero mostrare le proprie emozioni in maniera differente. Ciò significa che per quanto la CNV, come la CV, sia condizionata dalla cultura e dalla società di provenienza, ha modalità d’espressione personali. Cosi come la narrazione è una rappresentazione verbale di noi stessi, delle nostre emozioni e della nostra storia, anche i gesti, la postura e il nostro tono di voce possono dire tanto di noi.

Il nostro corpo è un gran chiacchierone. Racconterà che sei triste quando ti muoverai lentamente e con un tono di voce basso o ti dirà che quell’anziano è disorientato quando si guarderà con confusione in giro o che quel bambino ha difficoltà a comunicare. Molto spesso ci concentriamo sulle parole e sull’inventarne delle nuove, alla “moda”, dimenticandoci del nostro corpo e di cosa esso realmente comunica. Siamo così di fretta da non vedere realmente l’Altro, condividendo cosi dei messaggi fugaci.

Il mio invito è soffermarci un po’ di più sul nostro corpo e su quello altrui per arricchirci l’animo. In ambito di sicurezza, imparare a leggere CNV può permetterci di intraprendere decisioni tempestive e adottare misure di prevenzione e protezione adeguate.

 

Fonti:

https://it.in-mind.org/article/la-comunicazione-non-verbale-caratteristiche-e-funzioni

http://www.magentaservizi.it/2017/09/22/percepire-la-sicurezza-attraverso-gli-elementi-di-comunicazione-non-verbale/

https://psicologiaecomunicazione.it/i-segreti-della-comunicazione-non-verbale/

https://www.robadadonne.it/224976/comunicazione-non-verbale-cosa-dicono-gesti/

https://studiosanavio.net/comunicazione-non-verbale/

 

 

Articolo a cura della dott.sa Vanessa Silvestri

laureata in psicologia clinica e della salute

vanessa.silvestri.vs@gmail.com

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