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Che cos’è la teoria dell’attaccamento? – la teoria di John Bowlby

2022-06-10 13:53

Dott. Francesco Cataldo

Psicologia,

Che cos’è la teoria dell’attaccamento? – la teoria di John Bowlby

Articolo a cura del dott. Francesco CataldoLaureato in Psicologia clinica e della salute

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“La cosa più importante che i genitori possono insegnare ai loro figli è come andare avanti senza di loro.”

Frank A. Clark

La capacità di una persona di avere relazioni mature con gli altri è una delle caratteristiche più importanti di una personalità “sana”. Questo perché le relazioni influenzano notevolmente i processi di sviluppo personale, psicologico e sociale. Dal punto di vista della teoria dell'attaccamento, la qualità delle relazioni più intime che iniziano nell'infanzia - cioè con i propri caregivers/genitori - pone le basi per il successivo sviluppo delle competenze relazionali. Quando queste relazioni sono sicure, promuovono l'autosufficienza, l'esplorazione sicura dell'ambiente e la resilienza nell'affrontare lo stress e le crisi della vita. D'altra parte, la mancanza di attaccamento sicuro può portare a difficoltà nel regolare le emozioni e nel relazionarsi con gli altri, generando una vulnerabilità al disagio psicologico, alla solitudine e alla depressione. Ma cosa si intende per attaccamento? Con questo termine si fa riferimento al tipo di legame che va ad instaurarsi con chi si prende cura di noi durante l’infanzia e, per di più, questo tipo di legame non è un fenomeno unicamente presente nell’uomo ma è presente in molte altre specie. Il sistema di attaccamento, tuttavia, è più delle aspettative accumulate sui caregiver. Questa teoria è stata elaborata dallo Psicologo, medico e psicoanalista John Bowlby, nell’ormai lontano 1973. Con la sua teoria ha sostenuto che lo sviluppo del sistema di attaccamento si basa su tre proposizioni ed è in grado di spiegare molto rispetto allo sviluppo delle psicopatologie. In primo luogo, i bambini che hanno fiducia nella disponibilità delle “loro persone” di attaccamento sperimentano una paura meno cronica di quelli che non si sentono sicuri. In secondo luogo, tali aspettative sulle figure di attaccamento sono il prodotto di esperienze ripetute durante il periodo di formazione dell'infanzia. Dopo l'infanzia, queste aspettative persistono per tutta la vita attraverso i MOI (modelli operativi interni) ossia schemi relazionali che riflettono le prime relazioni instaurate - che influenzano notevolmente la nostra capacità di creare rapporti in periodi successivi. In questo modo esperienze ripetute nelle prime relazioni producono aspettative persistenti anche nella vita adulta. I vari tipi MOI producono modelli prevedibili di comportamento e di visione di sé e del mondo, che sono definiti stili di attaccamento. L'attaccamento è un comportamento evocato dalla vicinanza o lontananza da un individuo significativo, e non è solo una parte dell'infanzia, ma è anche una parte dell'adolescenza e dell'età adulta. Difatti, uno dei principi fondamentali della teoria dell'attaccamento è la sua continuità durante il viaggio per tutta la vita dell’individuo. Il primo prototipo di modello di attaccamento era distinto in tre stili: sicuro, evitante e ansioso / ambivalente. Lo stile sicuro è caratterizzato dall’essere a proprio agio quando si è vicini e reciprocamente “dipendente” dagli altri. Lo stile evitante “evita” tale vicinanza con gli altri, mentre lo stile ansioso / ambivalente desidera più vicinanza di quanto gli altri siano tipicamente disposti a fornire. Queste visioni di sé e del mondo certamente hanno una forte influenza sulla capacità di un individuo di relazionarsi in modo sano. Difatti, nella teoria sulla solitudine di Weiss (1974) il tipo di attaccamento è stato posto come base per l’insorgenza della solitudine, dei sintomi ansiosi e della depressione. In conclusione, la letteratura scientifica suggerisce che gli stili di attaccamento hanno un profondo impatto sulla solitudine, lo sviluppo della sintomatologia depressiva e sulla salute degli individui.

 

BIBLIOGRAFIA:

Erozkan, A. (2011). The attachment styles bases of loneliness and depression. International Journal of Psychology and Counselling, 3(9), 186-193.

Weiss RS (1974). The provisions of social relationships. In Z. Rubin (Ed.), Doing unto others: Joining, molding, conforming, helping, loving (pp. 17-26). Englewood Cliffs, NJ: Prentice Hall

Bowlby, J. (1988). A Secure Base. Parent-Child Attachment and Healthy Human Development. New York (Basic Books) 1988.

 

Articolo a cura del dott. Francesco Cataldo

Laureato in Psicologia clinica e della salute

francescocataldopsy@gmail.com

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