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I DISTURBI ALIMENTARI – Il ruolo della cultura occidentale

2022-06-17 14:05

Dott.ssa Daniela Cozzi

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I DISTURBI ALIMENTARI – Il ruolo della cultura occidentale

Articolo a cura della dott. Daniela CozziLaureato in Psicologia clinica e della salute

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“Il rapporto con il cibo si trasforma in una sfida identitaria. È un bilanciere dell’esistenza, una maniera di forzare i limiti per sapere chi si è, di sperimentare altri modi di essere e, ancora oltre, di fare i conti con la madre nutrice.”

David Le Breton

 

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono dei comportamenti disfunzionali e nocivi sia per la salute fisica e sia per la salute mentale. Le persone affette da un disturbo alimentare sperimentano una eccessiva attenzione nei confronti del peso sulla bilancia, della propria forma corporale e dell’assunzione del cibo durante l’arco della giornata; questi atteggiamenti disturbanti potrebbero essere considerati fondamentali nell’insorgenza e successivamente nel mantenimento del disturbo alimentare.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) definisce i diversi disturbi dell'alimentazione con un esordio comune in età giovanile. Nonostante un'elevata prevalenza dei disturbi alimentari, che colpisce circa il 19,8% dei giovani di età compresa tra 11 e 17 anni, mancano ricerche sulla loro insorgenza, sviluppo, decorso e mantenimento.

I principali disturbi alimentari presenti nel DSM-5 sono: anoressia nervosa (NA), bulimia nervosa (BN) e disturbo da alimentazione incontrollata (BED). La caratteristica distintiva dell'anoressia nervosa è un peso corporeo minore rispetto alla norma, provocato da una restrizione dell'assunzione energetica rispetto al fabbisogno giornaliero necessario. Al contrario, la caratteristica centrale della bulimia nervosa e del disturbo da alimentazione incontrollata sono episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata, definiti come la perdita del controllo sull'assunzione di quantità di cibo oggettivamente grandi. Mentre per il disturbo della bulimia nervosa, per evitare l’aumento di peso, è presente la messa in atto di comportamenti malsani (es.vomito autoindotto), per il disturbo da alimentazione incontrollata l’utilizzo di questi comportamenti non si riscontra in maniera regolare. I disturbi alimentari hanno un’origine multifattoriale, ovvero la loro insorgenza può essere dovuta da fattori psicologici, ambientali e sociali/culturali.

Recentemente, si è potuto osservare ad un rapido aumento dei disturbi del comportamento alimentare, nello specifico nei paesi industrializzati (come l’occidente).

Un ruolo cruciale nell’insorgenza di tali comportamenti disfunzionali è dovuto, sicuramente, dall’ideale di magrezza e di linea perfetta che è sempre più diffuso, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile (90%). Nella cultura occidentale, infatti, continua a persistere una divisione mente-corpo e Mc Kinley osserva che: “Le società occidentali costruiscono una dualità tra mente e corpo, in cui le donne sono associate al corpo e gli uomini alla mente. Questa assegnazione si verifica, presumibilmente, a causa della funzione riproduttiva delle donne...”.

In questo senso, nella vita della donna, il peso corporeo assume un ruolo centrale in quanto esso è cosiderato strettamente correlato all’attrazione sessuale, da parte del sesso opposto. Di conseguenza una maggiore sicurezza in sé stesse dipende da questi due fattori.

Da queste considerazioni emerge che l’esordio dei disturbi alimentari è associato all’idea dell’immagine della donna ideale.

 In effetti, se dovessimo pensare all’immagine della donna ideale, il nostro immaginario si focalizzerebbe su un ideale di donna alta, magra, giovane, bella e forte, e quindi l’immagine di una “superdonna”. In questo senso, quindi, i disturbi alimentari sono considerati come le psicopatologie che più vengono influenzate dalla cultura.

 

Bibiografia:

Treasure, J., Duarte, T. A., & Schmidt, U. (2020). Eating disorders. Lancet (London, England), 395(10227), 899–911. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30059-3

Hilbert A. (2020). Childhood Eating and Feeding Disturbances. Nutrients, 12(4), 972. https://doi.org/10.3390/nu12040972

https://www.scuoledipsicoterapia.it/news-ed-informazioni/disturbi-alimentari-l-ideale-culturale-di-magrezza.html

https://www.psicologi-italia.it/disturbi-e-terapie/disturbi-dell_alimentazione/articoli/disturbi-alimentari-anche-un-fattore-culturale.html

 

Articolo a cura della dott. Daniela Cozzi

Laureato in Psicologia clinica e della salute

danielacozzi68@gmail.com

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