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Musicoterapia- stimolare le corde dell'anima

2022-07-05 10:49

Dott.ssa Federica Laprocina

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Musicoterapia- stimolare le corde dell'anima

Articolo a cura della dott.ssa Federica LaprocinaLaureata in Psicologia Clinica e della Saluteflaprocina94@gmail.com

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"La musica è la lingua dello spirito.

 La sua segreta corrente vibra

 tra il cuore di colui che canta e

 l’anima di colui che ascolta."

(Kahlil Gibran)

 

La musica per molti rappresenta un modo per entrare in contatto con le proprie emozioni, rivivere momenti e lasciarsi trasportare da una melodia. La melodia di una canzone può aiutare colui che ascolta ad intraprendere un viaggio dentro sé, udire una canzone permette il contatto con le emozioni, non a caso alcune canzoni più di altre suscitano gioia o tristezza, angoscia o euforia; inoltre attraverso le canzoni è possibile suscitare emozioni tali da permettere un vero e proprio viaggio nel tempo. L'ascolto rievoca ricordi e sensazioni appartenute a un tempo passato. Grazie al potere catartico e curativo che porta con sé la musica, nasce la musicoterapia, ovvero un trattamento non farmacologico, basato su evidenze artistiche e scientifiche, che rientra nella tipologia delle terapie espressive.

Grazie all'utilizzo di questo trattamento sono stati rilevati risultati positivi nelle prestazioni cognitive, emotive, affettive e comportamentali di fasce di età diverse.

Questo trattamento è ampiamente utilizzato con pazienti oncologici, psichiatrici e affetti da dipendenze. La sua efficacia è stata verificata anche in ambito scolastico.

La musicoterapia è stata sperimentata anche con persone affette da demenza e Alzheimer, i risultati sono stati davvero promettenti e l'utilità di questa terapia è stata riconosciuta dalla comunità scientifica.

Gli effetti benefici della musica sono stati riscontrati nelle abilità cognitive, psicologiche e fisiche, e nell'area sociale dei soggetti con demenze.

Nel tempo sono state sperimentate e adattate alcune tecniche di musicoterapia, tra cui:

- l'ascolto di musica, questa tecnica dona esiti migliori quando i brani ascoltati vengono percepiti familiari dal soggetto in cura. Per questo, prima di avviare questa terapia, sarebbe opportuno eseguire una valutazione delle preferenze musicali della persona a cui la terapia è indirizzata;

- canzoni cantate, è uno dei metodi utilizzati per suscitare emozioni. Molti studi hanno rilevato che pazienti con demenza evocano esperienze autobiografiche più remote dopo l'ascolto di canzoni con melodia che suscita tristezza;

-musica di sottofondo, utilizzata durante lo svolgimento di attività, aiuta a migliorare la rievocazione dei ricordi autobiografici, a migliorare punteggi ottenuti nei compiti di memoria e a ridurre l'ansia;

- associare l'ascolto con altre attività come, per esempio, suonare strumenti o ballare, può ridurre i sintomi neuropsichiatrici e migliorare le prestazioni cognitive;

 

Le tecniche di  musicoterapia  riscontrano esiti positivi ottenuti nella riduzione dei sintomi di allucinazioni e deliri, ridotta irritabilità nei soggetti con disturbo neurodegenerativo allo stadio moderato e nell'aumento della tollerabilità a stimoli stressanti con conseguente riduzione di comportamenti aggressivi.

Da alcuni studi è inoltre emerso un miglioramento della sintomatologia ansiosa e depressiva, grazie a sessioni di musicoterapia. Questa tecnica favorisce miglioramenti anche delle prestazioni della memoria, in particolare melodie considerate familiari dai pazienti, possono aumentare la capacità di riconoscere le emozioni e di rievocare ricordi di vita legati alla musica ascoltata. Quest'ultima tecnica riporta a quella utilizzata nella terapia della reminiscenza. Inoltre nell'area del linguaggio, la musicoterapia ha apportato miglioramenti nella qualità della comunicazione, in particolare nell' abilità di nominare e nella motivazione a dialogare.

 

In conclusione la musicoterapia è un trattamento non farmacologico che grazie alla facilità di coinvolgimento, permette di attenuare il quadro sintomatologico nei pazienti con disturbo neurodegenerativo. Questo trattamento può avere effetti diversificati, in base alla gravità e allo stadio del disturbo neurodegenerativo, ma in generale miglioramenti, seppur a breve termine, possono essere riscontrati nella maggior parte dei soggetti. La musica è un denominatore comune nella vita di tutti gli esseri umani. La presenza di una melodia significativa nella vita di ognuno può dare l'opportunità di utilizzare questa tecnica con funzione terapeutica. La musica come strumento per facilitare l'accesso alle memorie del passato può rappresentare un modo efficace per ritardare il decadimento cognitivo e permettere di provare ancora emozioni che fino a quel momento erano considerate perdute.

 

 

Bibliografia

 

-Gómez Gallego M, Gómez García J. Music therapy and Alzheimer's disease: Cognitive, psychological, and behavioural effects. Neurologia. 2017 Jun;32(5):300-308. English, Spanish. doi: 10.1016/j.nrl.2015.12.003. Epub 2016 Feb 17. PMID: 26896913.

-Fang R, Ye S, Huangfu J, Calimag DP. Music therapy is a potential intervention for cognition of Alzheimer's Disease: a mini-review. Transl Neurodegener. 2017 Jan 25;6:2. doi: 10.1186/s40035-017-0073-9. PMID: 28149509;

-Center, E. I., Center, C. R., & Center, P. F. (2013). Music therapy.

 

Sitografia

 

-https://pixabay.com/it/photos/musica-chiavi-bianca-musicale-932097/

 

A cura della dott.ssa Federica Laprocina

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

flaprocina94@gmail.com

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