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La figura del caregiver familiare – Sei consigli per evitare o gestire lo stress da carico assistenziale

2022-07-25 12:10

Dott.ssa Tatiana Frascina

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La figura del caregiver familiare – Sei consigli per evitare o gestire lo stress da carico assistenziale

Articolo a cura della Dott.ssa Frascina Tatiana,Laureata in Psicologia-Neuroscienze Cognitive

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“Ci sono momenti in cui vale il principio delle tre a: ascoltarsi, accettarsi, amarsi.”

Caterina Carbonari

A chi ci si riferisce con il termine “Caregiver”?  il caregiver è colui/colei che fornisce cure, accudendo un familiare, un congiunto ammalato o una persona non più autonoma per diversi motivi quali non autosufficienza, disabilità, malattia.

Ci sono due figure diverse di caregiver, i caregiver familiari e i caregiver professionali. I primi sono quelli che accudiscono un proprio caro, i secondi sono invece delle figure professionali, personale specializzato che aiuta i primi nel diminuire il loro carico assistenziale.

I compiti principali dei caregiver sono:

-Occuparsi dell’igiene personale dell’assistito;

-Preparazione e somministrazione dei pasti;

-Somministrare terapia farmacologica.

-Sorveglianza attiva.

Per il caregiver familiare, i costi emotivi e relazionali da sostenere riguardanti la malattia del proprio caro sono diversi: l’accettazione o non accettazione della malattia, il cambiamento di ruolo (da coniuge a genitore o da figlio a genitore), il dolore della malattia, la conflittualità, la perdita affettiva e relazionale.

Spesso nelle famiglie si tende a designare il caregiver principale, di riferimento, che si assume la maggior parte delle responsabilità, prendendosi cura dell’assistito per la maggior parte del tempo divenendo talvolta il caregiver esclusivo; se da una parte questa dinamica favorisce un senso di continuità e di completa affidabilità dell’assistito, dall’altra potrebbe andare ad amplificare relazioni irrisolte famigliari.

Accudire una persona malata comporta un grande dispendio di tempo e di energie tale che, spesso, accade che il caregiver principale possa non concedersi spazi per sé stesso, per i propri bisogni e i propri interessi. La mancanza di spazi per il proprio benessere risulta essere deleterio al punto che viene messo alla prova l'equilibrio psico-fisico del caregiver, i rapporti all’interno del suo nucleo familiare e la rete delle sue relazioni. In questi casi, il caregiver potrebbe infatti, manifesta sentimenti di rabbia, stanchezza, senso di colpa (o perché non si percepiscono adeguati al compito o perché dedicano qualche momento a sé stessi) e dal punto di vista psicologico sintomi depressivi e problemi di ansia.

Stare bene con sé stessi è la cosa migliore per sé e per il proprio caro affinché la relazione di accudimento possa procedere per il meglio; alcuni consigli che i caregiver possono seguire sono:

· Prendere parte a gruppi di auto-mutuo aiuto e gruppi di sostegno affinché si possano reperire informazioni utili e condividere le proprie esperienze con chi si trova in situazioni simili;

· Supporto psicologico per affrontare lo stress da carico assistenziale ed il senso di colpa insito nel prendersi del tempo per sé stessi;

· Mangiare sano, evitando di scaricare nel cibo lo stress accumulato;

· Chiedere aiuto alla propria famiglia o a caregiver professionali per diminuire il carico assistenziale, non vergognandosi di ammettere le proprie difficoltà e accettando i propri limiti, cercando di conciliare la propria vita personale, lavorativa e relazionale con l’accudimento.

· Prendere dei periodi di riposo, staccare per ricaricare le energie senza sentirsi in colpa di dedicarsi al proprio benessere;

· Mantenere i propri legami, le amicizie, i propri interessi.

L’attività di cura non è un’attività semplice, non ci sono regole fisse o risposte semplici alle difficoltà da affrontare, può portare a serie implicazioni sul piano fisico, relazionale, emozionale ed economico, fino a compromettere la salute ed incidere sulle condizioni psicologiche e sulle reti relazionali del caregiver. È necessario prendersi cura della propria salute fisica e psicologia per aiutare l’altro, dedicare anche un’ora di tempo al giorno al proprio benessere non è un atto egoistico ma servirà a sé stessi e ad essere un caregiver migliore.

 

Bibliografia:

https://www.scuoladipsicologia.com/2021/07/19/aiutare-chi-aiuta-limportanza-del-caregiver-di-enrico-olivieri-psicologo/

 https://caregiver.regione.emilia-romagna.it/i-tuoi-bisogni/la-tua-salute

https://www.contactsrl.it/caregiver/

 

A cura della Dott.ssa Frascina Tatiana

Laureata in Psicologia-Neuroscienze Cognitive

tatiana.frascina@libero.it

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