image-567
image-777

accedi all'area riservata

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

lacuradeltempo.chieti@gmail.com

la rivista del benessere

articolo del giorno

L’importanza della stimolazione cognitiva- che cos’è e i suoi benefici.

2022-09-01 11:53

Dott.ssa Tatiana Frascina

Psicologia, #Psicologia #Chieti #Lacuradeltempo #Stimolazionecognitiva #TatianaFrascina,

L’importanza della stimolazione cognitiva- che cos’è e i suoi benefici.

Articolo a cura della Dott.ssa Frascina TatianaLaureata in Psicologia-Neuroscienze Cognitive

immagine1.jpeg

 

 Una dei servizi offerto dalla nostra associazione “la cura del tempo” è la possibilità di effettuare laboratori di stimolazione cognitiva con persone affette da diverse patologie neurodegenerative. Ma cos’è la stimolazione cognitiva e a cosa serve?

La Stimolazione Cognitiva è un intervento riabilitativo per persone con demenza di grado lieve e moderato che comprende l’insieme di quelle attività finalizzate al mantenimento e al potenziamento delle capacità mentali di una persona, in modo che questa possa essere il più autonoma possibile e avere una migliore qualità di vita.  Lo scopo di questo intervento non è quello di arrestare la malattia ma quello di rallentare il decadimento di quelle funzioni cognitive che non sono state colpite dalla demenza. Alla base di questo intervento vi è il concetto di “riserva cognitiva”, ovvero la capacità del nostro cervello di far fronte ai cambiamenti, alle degenerazioni neuronali o ad un danno cerebrale utilizzando abilità cognitive di compensazione o “di riserva”, quindi trovando metodi alternativi per portare a termine un compito. La riserva cognitiva si pensa possa essere influenzata positivamente dalle esperienze che una persona ha avuto nel corso della vita come la scolarizzazione, l’esercizio fisico, la rete sociale, l’alimentazione e l’impegno in attività cognitivamente stimolanti.        

Dunque la stimolazione cognitiva si fonda sull’idea che la demenza risparmia alcune abilità cognitive e ne colpisca altre permettendo così di esercitare le capacità che la malattia ha al momento risparmiato con lo scopo di contrastare il declino cognitivo e di favorire i meccanismi compensatori per garantire il più a lungo possibile una migliore qualità di vita e una maggiore autonomia al paziente.

Diversi studi hanno dimostrato come l’utilizzo di stimolazione cognitiva affiancato alla terapia farmacologica siano interventi molto validi che apportano molti benefici.

La stimolazione cognitiva deve essere svolta da un professionista, che sottopone i pazienti a compiti specifici, creati appositamente per andare a stimolare e potenziare le funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio, funzioni prassiche e visuo-percettive, funzioni esecutive).

Alcune delle attività da proporre al paziente possono essere: l’associazione di concetti simili dal punto di vista semantico, cancellazione di stimoli target, costruzione di frasi, categorizzazione, copia di figure, denominazione di oggetti di uso comune, rievocazione di brani e ancora coinvolgere le persone in attività di arte-terapia, musico-terapia, doll-therapy, attività che stimolano l’assistito nel ricordo autobiografico. Affinché risulti essere efficace, l’intervento deve essere pianificato, personalizzato e specifico verificando, attraverso una valutazione neuropsicologica, le capacità e le abilità residue dell’assistito. E inoltre l’intervento deve:

• Essere svolto in un luogo sereno con incontri regolari e costanti nel tempo;

• Essere guidato da una serie di indicazioni brevi;

• Rispettare i tempi della persona senza mai farla sentire incapace;

• Promuovere l’autonomia e il senso di autoefficacia della persona;

• Raggiungere obiettivi condivisi.

Dunque gli obiettivi della stimolazione cognitiva sono diversi:

·         Raggiungere il miglior livello funzionale possibile;

·         Rallentare il decadimento cognitivo;

·         Contrastare la tendenza all’isolamento nel contesto familiare e sociale;

·         Contenere i disturbi comportamentali;

·         Ridurre lo stress assistenziale.

In conclusione, la stimolazione cognitiva è un intervento riabilitativo che assume un ruolo molto importante nel progresso di una patologia neurodegenerative, rallentando il decadimento cognitivo. È dunque consigliabile intraprendere un percorso di stimolazione cognitiva già dalle fasi precoci della malattia per poter garantire all’assistito una qualità di vita migliore il più a lungo possibile.

 

Bibliografia:

https://istitutosantachiara.it/la-stimolazione-cognitiva-nella-demenza/#:~:text=La%20Stimolazione%20Cognitiva%20%C3%A8%20un,cognitivo%20(Woods%2C%202012).

http://www.tieniamente.it/2018/06/stimolazionecognitiva/

https://www.geriatriko.com/psicologia-degli-anziani/la-stimolazione-cognitiva-contro-la-demenza-senile

 

 

A cura della Dott.ssa Frascina Tatiana

Laureata in Psicologia-Neuroscienze Cognitive

tatiana.frascina@libero.it

 

Come creare un sito web con Flazio