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Il valore del cibo per l’essere umano - Cosa può fare lo psicologo?

2022-09-23 11:50

Dott.ssa Giulia Ferraro

Psicologia, Psicologia , Chieti, LACURADELTEMPO, salute e nutrizione, #GiuliaFerraro, alimentazione,

Il valore del cibo per l’essere umano - Cosa può fare lo psicologo?

Articolo a cura della Dott.ssa Giulia Ferrarolaureata in Psicologia sociale, del lavoro e organizzazioni

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“L'arte del cibo è un'avventura della mente”

Alessandro borghese

 

L’essere umano mangia per sopravvivere, come altri esseri viventi, ma c’è qualcosa in più? Gli individui attribuiscono al cibo un valore maggiore rispetto al semplice bisogno di nutrizione: sociale ed emotivo. Ha un valore sociale poiché rappresenta un momento di condivisione sociale, come ad esempio la cena con gli amici, i pranzi di lavoro, gli aperitivi, i pranzi festivi o feste; sono un’occasione di socialità, per stare con gli altri. Il cibo ha anche un valore emotivo, ossia le persone mangiamo per calmare le proprie emozioni che altrimenti non riuscirebbero a sopire: tristezza, ansia e rabbia. È proprio in queste occasioni emotive e di socialità, in cui il corpo ingrassa, prende peso, poiché assumiamo maggiore cibo rispetto a quello richiesto dal nostro fabbisogno giornaliero. Oltre a ciò, vanno considerati i disturbi alimentari: anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, nei quali il cibo è visto in maniera alterato e/o ossessivo. Spesso però, questi disturbi rimangono nascosti, vengono celati e permangono per molto tempo, infatti viene considerata fondamentale una diagnosi tempestiva in modo tale da ridurre le conseguenze psico-fisiche negative.

L’essere umano può mettere in atto strategie per emergere dalla situazione in cui si trova, sia nei casi dei disturbi alimentari che di problematiche più leggere relative al peso e al cibo. Le strategie possono essere interne o esterne, ovvero il singolo trova da solo strategie di auto guarigione o si rivolge a terze persone. Nel primo caso, strategie interne, è fondamentale distrarre la mente poiché più le persone si pongono limiti e divieti, più si entra in un circolo vizioso in cui il cibo acquista sempre più valenza e la mente si rifà sempre ad esso, diventa suo schiavo; nel secondo caso, strategie esterne, l’individuo si rivolge a professionisti, generalmente nutrizionisti o dietologi, i quali prescrivono una dieta da seguire. Non basta una dieta cartacea, bisognerebbe valutare la motivazione alla base del soggetto richiedente e creare le condizioni più favorevoli; tali aspetti non rientrano nelle mansioni dei nutrizionisti e dei dietologi, ma dello psicologo, in particolare dallo psicologo alimentare.

Lo psicologo alimentare è un professionista specializzato nel settore alimentare, migliora il rapporto che gli individui hanno con il cibo. Nello specifico, in un percorso dimagrante lo psicologo può aiutare a capire e a lavorare sulla motivazione che porta il soggetto a occuparsi sul rapporto con il cibo, a mantenere alta la motivazione, ad essere più consapevole di ciò che accade durante il percorso, rinforzare le strategie adottate, a vivere con serenità le fasi del percorso e a contrastare l’effetto yo-yo della dieta. L’effetto yo-yo della dieta cosa è? È il processo che porta gli individui a perdere diversi chili senza tanti sforzi e a riacquistarli con la medesima facilità, il problema deriva dal fatto che spesso i chili presi siano superiori a quelli persi in precedenza, dunque viene aumentato nuovamente il peso corporeo. Il processo di perdita e guadagno può essere meglio compreso dividendo il percorso dimagrante in due: nella prima parte, si va incontro ad un rapido calo del peso, nella seconda invece, la diminuzione è molto lenta e all’individuo appare snervante poiché non ottiene risultati, dunque riprende la propria alimentazione abituale, alcune volte anche in maniera eccessiva, così riprende tutti i chili persi nella prima fase. Ciò che cambia radicalmente il percorso dimagrante è rappresentata dalla consapevolezza: l’essere umano deve essere consapevole del tragitto che sta svolgendo in modo tale da gestire al meglio anche la parte emotiva. Inoltre, la consapevolezza porta ad avere un obiettivo più chiaro e generale, difatti consente al soggetto a cedere in piccole tentazioni in maniera cosciente e occasionale e a non ritornare nel circolo vizioso in cui gli alimenti e le tentazioni lo trasformano in schiavo.

In conclusione, possiamo affermare che per trovare un equilibrio con gli alimenti, è consigliabile affrontare il percorso con professionisti quali dietisti o nutrizionisti e psicologi, in modo tale da avere da un lato un supporto mentale per avere le giuste risorse motivazionali e cognitive, e dall’altro una scheda tecnica contenente i cibi e le bevande da assumere. Inoltre, non va dimenticata l’importanza dell’attività fisica, la quale va considerata come un elemento in più per migliorare la propria salute.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Giulia Ferraro 

laureata in Psicologia sociale, del lavoro e organizzazioni

Ferraro-giulia@hotmail.com

 

BIBLIOGRAFIA:

https://culturaemotiva.it/2018/psicologia-alimentare-la-mente-bloccare-la-dieta/

https://www.my-personaltrainer.it/dimagrire/termogenesi-adiposo-specifica.html

https://fabiomeloni.com/chi-e-cosa-fa-lo-psicologo-alimentare/

https://www.psy.it/giornatapsicologia-2016/altri-materiali/la-psicologia-dellalimentazione-cosa-come-e-perche/

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