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“La malattia dei tic” – Sindrome di Tourette e stigma sociale

2022-11-03 11:28

Dott.ssa Sabrina Di Pumpo

Psicologia,

“La malattia dei tic” – Sindrome di Tourette e stigma sociale

Articolo a cura della Dott.ssa Sabrina Di PumpoLaureata in Psicologia Clinica e della Salute

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Nulla, neppure un giudizio giusto, è più intelligente d’una sospensione del giudizio.

(Henry de Montherlant)

 

Quante volte vi è capitato di sentir parlare della Sindrome di Tourette senza aver ben chiari quali siano i sintomi e le conseguenze che comporta anche sul piano sociale?

Questa sindrome, poco conosciuta in Italia, è infatti comunemente nota come “la malattia dei tic”.

Ma come si manifesta nello specifico?

Si tratta di una patologia neuropsichiatrica che comporta la ripetizione di attività del tutto incontrollate che possono essere di tipo motorio (ad esempio, strizzare gli occhi,compiere movimenti con la testa o con gli arti, colpire oggetti o se stessi) oppure di tipo vocale (emettere versi, ripetere parole pronunciate da altri, tossire ripetutamente).

In alcuni casi, molti di questi tic coinvolgono comportamenti socialmente inappropriati, come ripetizione di parole volgari o oscene in maniera del tutto involontaria e, per questo, inevitabile. E’ proprio questa tendenza, infatti, a essere spesso motivo di derisione da parte delle altre persone, e, di conseguenza, motivo di vergogna per i soggetti affetti da Sindrome di Tourette, che potrebbero ricorrere a comportamenti di ritiro sociale nel tentativo di evitare l’imbarazzo.Una condizione di stress o di disagio, come quella che deriva dal sentirsi “diversi” e socialmente inadeguati, rischierebbe inoltre di aumentare la frequenza dei tic, che, come in una sorta di circolo senza fine, alimenta a sua volta il sentimento di vergogna.

Per ridurre lo stigma sociale che fa da contorno a questa sindrome, sono necessari interventi di psico-educazione generalizzati al fine di diffondere quanto più possibile informazioni sulla sindrome e sui suoi sintomi, per guardare oltre il pregiudizio. Inoltre, l’inclusione sociale delle persone affette da Sindrome di Tourette potrebbe coinvolgere associazioni che offrono aiuto e supporto, per permettere loro di incontrare altre persone con la stessa sindrome.

In conclusione, dunque, la riduzione dello stigma potrebbe contribuire a una migliore qualità di vita per le persone che ne sono affette, incoraggiandole a coltivare relazioni sociali nella piena accoglienza, senza sentirsi giudicati o derisi per comportamenti che sfuggono al loro controllo e dei quali non sono responsabili.

Nel prossimo articolo verranno affrontate le caratteristiche neuropsicologiche e la sintomatologia relative alla sindrome di Tourette.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Sabrina Di Pumpo

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

sabrina.dipumpo@libero.it

 

Bibliografia:

https://culturaemotiva.it/2019/sindrome-di-tourette-una-lotta-con-se-stessi/

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sindrome-di-tourette#:~:text=La%20sindrome%20di%20Tourette%20%C3%A8,pu%C3%B2%20persistere%20in%20et%C3%A0%20adulta.

https://www.univadis.it/viewarticle/la-sindrome-di-tourette-e-i-tic-non-solo-farmaci-ma-anche-educazione-sociale

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