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Alzheimer e aggressività - Relazione tra aggressività - musica

2021-05-27 12:16

Dott.ssa Simona Coccia

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Alzheimer e aggressività - Relazione tra aggressività - musica

Articolo a cura della Dott.ssa Simona Coccia, Laureata in Psicologia clinica e della salute.

“Non perdere la pazienza con me, non mi giudicare, non mi sgridare e non piangere per favore. Non posso fare nulla per ciò che mi accade, anche se cerco di essere diverso, non ci riesco.”

 

                                                                                         Anonimo

 

La demenza di Alzheimer è la forma più comune di demenza: essa è una patologia caratterizzata dalla perdita di funzioni cognitive. Tutto questo ha un impatto sulla vita quotidiana dell’individuo che ne è affetto.

Le persone che soffrono di questa patologia presentano principalmente alterazioni della memoria e dell’orientamento, hanno difficoltà nella concentrazione, nella capacità dell’organizzazione e di giudizio. Possono manifestare cambiamenti nella personalità, disturbi della percezione, del linguaggio e di deambulazione.

Gli individui affetti da demenza di Alzheimer potrebbero apparire nervosi e cambiare rapidamente l’umore in situazioni di stress; questo avviene quando la persona si trova in un ambiente che sente estraneo. In queste situazioni la persona potrebbe reagire agitandosi e piangendo fino a diventare aggressivo con chi gli è vicino e vuole aiutarlo.

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Di seguito vengono presentati alcuni consigli da tenere a mente quando si vogliono affrontare queste situazioni che portano l’individuo con declino cognitivo a diventare aggressivo:

1.      Rimanere calmi: ad esempio quando il nostro caro si arrabbia perché non sembra interessato alla sua igiene personale;

2.      Evitare atteggiamenti di sfida: ciò può capitare quando l’anziano non vuole andare a fare una visita medica e tende a provocarci con sue affermazioni;

3.      Evitare di parlare velocemente e a voce alta: l’esempio può essere rappresentato quando l’anziano sta riposando oppure sta eseguendo un compito,  parlare velocemente e a voce alta potrebbe portare il paziente con declino cognitivo ad essere disorientato manifestando uno stato confusionale.

4.      Per poterlo tranquillizzare a volte basta fargli fare qualcosa che a lui piace fare, un esempio è ascoltare la musica. Quando l’anziano con demenza di Alzheimer ascolta la musica si calma, questo perché essa è caratterizzata da due aspetti positivi:

-          la musica condiziona lo stato d’animo dell’anziano e l’ascolto di un brano musicale può far evocare un episodio della sua vita piacevole.

-          La musica può essere uno strumento efficace per evocare ricordi e sensazioni piacevoli per l’anziano. Essi sono legati ai brani che ascoltavano durante il periodo della loro giovinezza.

Gli esperti affermano che ascoltare musica scelta dall’individuo con declino cognitivo lo porta a rilassarsi, questo si evidenzia mediante i livelli ormonali. Infatti l’anziano che ascolta la sua canzone preferita ha meno probabilità di essere ansioso.

In conclusione possiamo affermare che la musicoterapia è un intervento non farmacologico che si pone come obiettivo la promozione del benessere emotivo dell’anziano mediante la stimolazione cognitiva e l’interazione sociale. Oltre agli interventi che si possono adottare per poter fronteggiare le diverse situazioni di stress che l’individuo sperimenta, è di fondamentale importanza che il familiare e/o l’operatore gli mostri il suo affetto attraverso la sua vicinanza e il contatto fisico.

 

Articolo a cura della dott.ssa Simona Coccia, Laureata in Psicologia clinica e della salute.

 

Riferimenti Bibliografici

 

Crystal et al. 1989

Clark t al. 1998, Gerdner 2000

Gibbons, 1997

Villani D. & Raglio A., 2004

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