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7 effetti benefici della stimolazione cognitiva nell'anziano con demenza

2020-08-03 14:08

Dott.ssa Maria Michela Ciciola

Psicologia,

7 effetti benefici della stimolazione cognitiva nell'anziano con demenza

Articolo a cura della Dott.ssa Maria Ciciola, laureata in Psicologia Clinica e della Salute e della Dott.ssa Gelsomina Ferrari,laureata in Psicologia Cognitiva.

Parlando di Stimolazione Cognitiva intendiamo un intervento finalizzato a promuovere il benessere totale della persona, rallentando la perdita delle funzioni e favorendo l’attivazione delle abilità residue.

 

Mantenere impegnata cognitivamente, in attività ripetute e adatte, la mente di una persona con demenza consente il temporaneo mantenimento di alcune autonomie funzionali. La stimolazione cognitiva può essere svolta in maniera individuale oppure in piccoli gruppi; a tal proposito un ruolo importante è svolto dalla famiglia.

 

Da sola la stimolazione cognitiva non è sufficiente, per questo è necessario che venga combinata con altri interventi, prendendo in considerazione la fase di malattia (eventuali problematiche fisiche e/o emotive)  e i bisogni della persona con demenza e della sua famiglia.

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Una delle tecniche più usate di Stimolazione Cognitiva è la ROT (tecnica di orientamento alla realtà). Lo scopo è portare il paziente ad essere orientato rispetto a sé stesso e alla sua storia, e all’ambiente attraverso modalità sensoriali, di scrittura, lettura

    Quali sono i benefici? Eccone alcuni:

 

1.   Raggiungere il miglior livello funzionale possibile: porre                 l’accento sulle abilità residue e allo stesso tempo potenziarle.

 

2.   Rallentare il decadimento cognitivo: pur non essendo possibile        un recupero totale delle abilità, si può attenuare il fenomeno.

 

3.   Contrastare l’isolamento: impedire che l’anziano venga lasciato        solo a sé stesso e far comprendere l’importanza da parte della            famiglia di essere in grado di poter chiedere aiuto qualora ci sia il         bisogno.

 

4.  Contenere i disturbi comportamentali: poiché negli anziani con        demenza non sono rari atti violenti.

 

5.   Ridurre lo stress assistenziale: permettere al caregiver di                 prendersi del tempo da dedicare a se stesso.

 

6.  Ritardare l’istituzionalizzazione: tenere l’anziano il più a lungo          possibile all’interno del suo ambiente familiare.

 

7.  Migliorare l’immagine di sè: la persona anziana, stimolata nel            compito che svolge, si rende conto di esserne capace e questo            lo porta ad avere una visione positiva di se stesso.

 

 

Di fronte agli innumerevoli vantaggi della stimolazione cognitiva, è importante far si che persone con demenza abbiano il giusto supporto da parte di chi se ne prende cura.

In virtù di questo, per l’anziano con demenza diventare partecipanti attivi di laboratori artistici che stimolino costantemente la mente è necessario per far si che il deterioramento cognitivo venga contenuto o perlomeno rallentato nel suo evolversi.

Questi laboratori di stimolazione possono essere svolti all’interno della famiglia della persona bisognosa oppure possono realizzarsi in centri o associazioni dedicati appositamente a tali attività ricreative.

 

È fondamentale a questo punto che chi si prende cura dell’assistito abbia una conoscenza dei servizi che il territorio in cui vive offre in risposta a questo tipo di esigenze, in modo tale da favorire maggiore benessere all’assistito e alleggerire i propri compiti di accadimento.

 

 

Dott.ssa Maria Michela Ciciola,

laureata in Psicologia Clinica e della Salute

Dott.ssa Gelsomina Ferrari,

laureata in Psicologia Cognitiva

Dott.ssa Rosita Falce,

laureata in Psicologia Clinica e della Salute

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