top of page
gli ultimi articoli
le informazioni che curano
Cerca


La stimolazione uditiva ritmica nella riabilitazione delle patologie neurodegenerative
Negli ultimi anni, l’interesse verso approcci riabilitativi non farmacologici nelle patologie neurodegenerative è cresciuto in modo significativo. In particolare, nel caso della malattia di Parkinson, accanto alle terapie mediche tradizionali si stanno affermando interventi innovativi che mirano a migliorare la qualità della vita del paziente. Tra questi, la stimolazione uditiva ritmica (Rhythmic Auditory Stimulation, RAS) rappresenta una delle strategie più studiate e promet
Dott.ssa Alessia Perrone
5 magTempo di lettura: 3 min


La noia come stato neurocognitivo: perché è fondamentale per la mente
La noia non è solo assenza di stimoli, ma uno stato neurocognitivo attivo e funzionale. Attiva processi interni fondamentali come riflessione, integrazione delle esperienze e creatività. L’uso costante di stimoli digitali la riduce, causando sovraccarico cognitivo e minore consapevolezza. Può fungere da segnale emotivo e favorire apprendimento e idee. Recuperarla significa ristabilire equilibrio mentale e dare spazio a processi essenziali.
Dott.ssa Sara Serino
13 aprTempo di lettura: 4 min


Stimolare la mente attraverso le storie: Perché la lettura è un alleato fondamentale.
La demenza rappresenta una delle malattie più complesse e devastanti sia per chi ne è colpito sia per i familiari. Tra gli interventi non farmacologici che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti, la lettura e l’ascolto di storie si rivelano strumenti preziosi. Queste attività stimolano diverse aree del cervello coinvolte nella memoria, nel linguaggio e nella comprensione, contribuendo a mantenere attive le funzioni cognitive e offrendo al tempo stesso un import
Dott.ssa Giada Di Stasi
16 marTempo di lettura: 5 min


PARKINSON E PREVENZIONE: IL POSSIBILE RUOLO DELLA CAFFEINA
Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce milioni di persone nel mondo. È causata dalla progressiva perdita dei neuroni che producono dopamina, sostanza fondamentale per il controllo dei movimenti. Per questo compaiono sintomi come tremore, rigidità e lentezza. Alcuni studi suggeriscono che il consumo moderato di caffeina, presente soprattutto nel caffè, possa essere associato a un rischio più basso di sviluppare la malattia. Tuttavia non rappresenta
Dott.ssa Francesca Grimani
9 marTempo di lettura: 4 min


Intelligenza artificiale e neuroscienze per la diagnosi precoce delle demenze
L’incontro tra neuroscienze e intelligenza artificiale permette oggi di individuare segni precoci delle demenze, rilevando cambiamenti minimi non osservabili clinicamente. Algoritmi avanzati analizzano immagini, dati funzionali e comportamentali, evidenziando pattern sottili e stimando il rischio individuale. Pur offrendo nuove possibilità di prevenzione e intervento, questo approccio richiede attenzione a privacy, bias e comunicazione clinica.
Dott.ssa Sara Serino
2 marTempo di lettura: 3 min
bottom of page
