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CHI SI PRENDE CURA DI CHI CURA?LA FATICA INVISIBILE DEI CAREGIVER
Essere caregiver non è soltanto “fare qualcosa per qualcuno”, ma è un modo di abitare il tempo. Un tempo che si riempie di attenzioni, di piccoli gesti ripetuti, di responsabilità continue; un tempo fatto di risvegli notturni, di segnali impercettibili da imparare a riconoscere. E dentro tutto questo vive una fatica che raramente trova parole.
Dott.ssa Francesca Grimani
21 aprTempo di lettura: 5 min


Solitudine e Demenza: i fattori aspecifici del deterioramento cognitivo
Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato come la solitudine sia un importante fattore di rischio per la demenza, accanto a cause biologiche e genetiche. Distinta dall’isolamento sociale, può influire negativamente sulle funzioni cognitive, aumentando il rischio fino al 30%. Stress e infiammazione cerebrale contribuiscono al declino. Promuovere relazioni sociali e stili di vita sani è fondamentale per proteggere la salute del cervello nel tempo.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
7 aprTempo di lettura: 3 min


SPAZI CHE CURANO: COME IL DESIGN PUÒ ORIENTARE E RASSICURARE LE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA
Secondo l’OMS, circa 50 milioni di persone vivono con demenza, con 10 milioni di nuovi casi annui; l’Alzheimer è la forma più comune. La malattia compromette memoria, ragionamento e autonomia, includendo un precoce disorientamento spaziale. Questo peggiora negli ambienti non familiari, come le strutture residenziali. Per migliorare qualità della vita e indipendenza, è fondamentale progettare spazi semplici, riconoscibili e ben segnalati, favorendo orientamento e benessere.
Dott. Zinni Lorenzo
30 marTempo di lettura: 4 min


La dieta Mind: la nutrizione come prevenzione delle demenze
Attualmente non esiste una cura definitiva per molte forme di demenza; per questo motivo, negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre più sui fattori di rischio modificabili, tra cui lo stile di vita e l’alimentazione.
Tra i modelli alimentari studiati per la prevenzione del declino cognitivo, la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) ha attirato particolare attenzione.
Dott.ssa Alessia Perrone
23 marTempo di lettura: 4 min


Intelligenza artificiale e neuroscienze per la diagnosi precoce delle demenze
L’incontro tra neuroscienze e intelligenza artificiale permette oggi di individuare segni precoci delle demenze, rilevando cambiamenti minimi non osservabili clinicamente. Algoritmi avanzati analizzano immagini, dati funzionali e comportamentali, evidenziando pattern sottili e stimando il rischio individuale. Pur offrendo nuove possibilità di prevenzione e intervento, questo approccio richiede attenzione a privacy, bias e comunicazione clinica.
Dott.ssa Sara Serino
2 marTempo di lettura: 3 min
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