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Dall'impatto della diagnosi alla gestione del decorso cronico: Il vissuto emotivo del caregiver nelle malattie neurodegenerative
Caratterizzate da un decorso progressivo, irreversibile e invalidante, le malattia neurodegenerative non colpiscono soltanto l'individuo, ma travolgono inevitabilmente l'intero nucleo familiare. In questo contesto emerge la figura centrale del caregiver, ovvero colui o colei che si fa carico dell'assistenza quotidiana, fisica ed emotiva del paziente.
Elisabetta Gianfredi
5 ottTempo di lettura: 3 min


Cinema, demenza e parole giuste: the father
Parlare di demenza non è semplice. Spesso mancano le parole, ma il cinema può offrire un linguaggio diverso: non sostituisce le informazioni cliniche né il supporto professionale, ma può aprire uno spazio di ascolto, confronto e comprensione.
Rocco Maggio
28 setTempo di lettura: 4 min


Il potere del contatto: il nurturing touch nell'assistenza alla persona con alzheimer.
Quando le parole diventano più difficili, il corpo può continuare a comunicare. Un contatto lento, delicato e rispettoso può trasmettere sicurezza, calma e vicinanza, favorendo la relazione con la persona con demenza.
Perché prendersi cura significa anche esserci, con presenza e rispetto, attraverso ogni gesto.
Domenica Facciorusso
25 setTempo di lettura: 3 min


L’importanza dell'ambiente e della routine nella sindrome del tramonto
La sindrome del tramonto è un termine clinico utilizzato per descrivere un peggioramento serale o notturno dello stato mentale in pazienti con disturbi cognitivi, in particolare con demenza. Sebbene sia un fenomeno frequente, rimane ancora poco definito, ma il suo impatto sui pazienti e sui loro caregiver è enorme.
Arianna Pastore
14 setTempo di lettura: 2 min


Oltre la diagnosi: quando la cura dell’anziano parte da ciò che può ancora fare
Una diagnosi di Alzheimer non dovrebbe definire una persona attraverso ciò che non riesce più a fare. Anche quando memoria, linguaggio e autonomia cambiano, restano capacità, abitudini, gusti ed emozioni da valorizzare. La cura non significa sostituirsi, ma sostenere la partecipazione: scegliere, collaborare, mantenere gesti quotidiani. Conoscere la storia personale permette di costruire interventi significativi. Prendersi cura significa proteggere quando serve, ma lasciare s
Dott.ssa Alessia Perrone
2 setTempo di lettura: 6 min


Perché il cervello consuma così tanta energia?
Il cervello pesa appena il 2% del nostro corpo, ma consuma circa il 20% dell’energia dell’organismo. Anche quando riposiamo, miliardi di neuroni lavorano senza sosta per mantenere attive le connessioni, elaborare informazioni e sostenere ogni funzione del nostro organismo.
Dott.ssa Sara Serino
20 agoTempo di lettura: 5 min


Realtà virtuale e demenza: Un nuovo modo per stimolare i ricordi
La realtà virtuale potrebbe offrire nuove possibilità nel campo della terapia della reminiscenza per le persone con demenza. Attraverso visori e ambienti immersivi a 360°, è possibile ricreare luoghi significativi della vita della persona, favorendo il recupero di ricordi, emozioni e racconti personali. L’esperienza, se personalizzata, può stimolare memoria e comunicazione. Non si tratta di una cura, ma di uno strumento complementare che può valorizzare la storia individuale
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
19 agoTempo di lettura: 4 min


Il “Segno della Testa Girata” (Head-Turning Sign): Quando il Paziente Cerca la Tua Mente per Rispondere
Durante una visita medica, o semplicemente nel corso di una normale conversazione in famiglia, si assiste spesso a una scena tipica. Alla persona affetta da demenza viene rivolta una domanda semplice, come: "Cosa hai mangiato oggi a pranzo?" o "Che giorno è oggi?". L'anziano non risponde subito. Prima esita, poi, quasi con un movimento automatico, gira la testa di scatto verso il proprio caregiver, cercando il suo sguardo, come a chiedere aiuto o una conferma visiva.
Cura Del Tempo
27 lugTempo di lettura: 4 min


La memoria delle mani: quando i gesti raccontano una storia che la demenza non cancella
Nella demenza non si perde tutto allo stesso modo. La memoria procedurale, che custodisce i gesti appresi con l'esperienza, può rimanere a lungo conservata. Valorizzare queste capacità significa promuovere autonomia, benessere e preservare l'identità della persona.
Dott.ssa Alessia Perrone
20 lugTempo di lettura: 6 min


La comunicazione come gesto di cura
L'elderspeak è un linguaggio infantilizzante spesso usato con buone intenzioni, ma che può compromettere dignità, autonomia e collaborazione della persona anziana. Una comunicazione centrata sulla persona, rispettosa e adattata ai reali bisogni, rappresenta uno strumento fondamentale di cura.
Dott.ssa Giada Di Stasi
13 lugTempo di lettura: 5 min


Default Mode Network: riposo falso vs riposo neurale
Il Default Mode Network (DMN) è una rete cerebrale che si attiva principalmente durante il riposo mentale. La sua scoperta ha cambiato la visione del cervello, dimostrando che anche in assenza di compiti specifici l'attività cerebrale rimane intensa. Il DMN è coinvolto nell'autoriflessione, nella memoria autobiografica, nell'immaginazione del futuro e nella comprensione degli altri. Alterazioni della sua attività sono associate a diverse patologie neurologiche e psichiatriche
Dott.ssa Sara Serino
6 lugTempo di lettura: 7 min


Teatro e demenza- I benefici della teatroterapia come intervento non farmacologico
Il teatro rappresenta un prezioso intervento non farmacologico per le persone con demenza, favorendo il benessere emotivo, relazionale e comunicativo. Attraverso esercizi di improvvisazione, movimento, narrazione e oggetti evocativi, la teatroterapia valorizza le capacità residue senza puntare alla performance. Le evidenze scientifiche mostrano benefici sulla qualità della vita, sull’espressione delle emozioni e sulla partecipazione sociale, coinvolgendo positivamente anche f
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
29 giuTempo di lettura: 3 min


Pieghe di Memoria: Il Ruolo Terapeutico dell’Origami nella Gestione del Paziente con Demenza
La ricerca di interventi non farmacologici per la demenza è in crescita. L’origami, arte del piegare la carta, emerge come strumento riabilitativo: stimola funzioni esecutive, visuo-spaziali e motricità fine, favorendo integrazione sensoriale. Può ridurre ansia e agitazione, migliorare umore, autostima e socializzazione. Se guidato e semplificato, rappresenta un supporto terapeutico accessibile e personalizzabile.
Dott. Zinni Lorenzo
22 giuTempo di lettura: 3 min


Demenza e servizi sociali: quando la memoria si cura con la relazione
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di demenza e malattia di Alzheimer. Il dibattito pubblico si concentra soprattutto sugli aspetti sanitari: diagnosi precoce, terapie farmacologiche, nuove tecnologie e strutture specializzate. Tuttavia, accanto alla dimensione clinica, esiste un altro elemento fondamentale che troppo spesso passa in secondo piano: la vita sociale della persona anziana.
Dott.ssa Alessia Perrone
15 giuTempo di lettura: 3 min


Il fenomeno del Wandering nelle persone con Alzheimer: quando il camminare diventa un segnale da comprendere
Il wandering è un comportamento frequente nelle persone con Alzheimer, caratterizzato da spostamenti ripetitivi o disorientati apparentemente senza meta. Spesso rappresenta una risposta a disorientamento, ansia o bisogni non espressi. Comprenderne le cause e riconoscerne i segnali precoci aiuta a ridurre i rischi e a migliorare la qualità della vita della persona e dei caregiver, adottando strategie che garantiscano sicurezza e benessere.
Dott.ssa Giada Di Stasi
8 giuTempo di lettura: 4 min


“SPETTATORI DEL PROPRIO DECLINO-IL PARADOSSO DELL’IPER-CONSAPEVOLEZZA NELLE PRIME FASI DELLA DEMENZA”
C’è un momento preciso, nel lungo e complesso viaggio delle patologie neurodegenerative, di cui si parla troppo poco, quasi fosse un capitolo da sfogliare in fretta: la fase dell’esordio, caratterizzata dal profondo paradosso dell’iper-consapevolezza.
Dott.ssa Francesca Grimani
1 giuTempo di lettura: 4 min


Le emozioni contagiano il cervello: neuroscienze della regolazione emotiva
Le neuroscienze evidenziano che la regolazione emotiva non dipende solo da processi interni, ma anche dalla qualità delle relazioni. Fin dall’infanzia impariamo a gestire emozioni e stress attraverso la co-regolazione con gli altri. Relazioni sicure, empatia e segnali di calma favoriscono equilibrio e resilienza, mentre stress cronico e isolamento possono compromettere la capacità del sistema nervoso di ritrovare stabilità.
Dott.ssa Sara Serino
25 magTempo di lettura: 4 min


Ippoterapia e demenza: il potere curativo degli animali
La demenza rappresenta oggi una delle principali sfide sanitarie e sociali a livello globale. Negli ultimi anni, accanto ai trattamenti farmacologici, la ricerca scientifica si è focalizzata sulle terapie non farmacologiche, finalizzate a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra queste, l’ippoterapia sta suscitando un interesse crescente.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
18 magTempo di lettura: 3 min


DEMENZA E DIFFERENZE DI GENERE NEI FATTORI DI RISCHIO NELL’ALZHEIMER: Comprendere la diversità per curare meglio
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle differenze tra sesso biologico e genere nella demenza di Alzheimer. Sebbene le donne rappresentino la maggioranza dei pazienti, la malattia colpisce anche molti uomini e i fattori di rischio variano tra i sessi. Depressione, istruzione, socialità, sonno e fattori ormonali influenzano in modo diverso uomini e donne, così come i sintomi neuropsichiatrici. La ricerca punta oggi a cure più personalizzate per entrambi.
Dott. Zinni Lorenzo
12 magTempo di lettura: 4 min


La stimolazione uditiva ritmica nella riabilitazione delle patologie neurodegenerative
Negli ultimi anni, l’interesse verso approcci riabilitativi non farmacologici nelle patologie neurodegenerative è cresciuto in modo significativo. In particolare, nel caso della malattia di Parkinson, accanto alle terapie mediche tradizionali si stanno affermando interventi innovativi che mirano a migliorare la qualità della vita del paziente. Tra questi, la stimolazione uditiva ritmica (Rhythmic Auditory Stimulation, RAS) rappresenta una delle strategie più studiate e promet
Dott.ssa Alessia Perrone
5 magTempo di lettura: 3 min
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