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Demenza e servizi sociali: quando la memoria si cura con la relazione
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di demenza e malattia di Alzheimer. Il dibattito pubblico si concentra soprattutto sugli aspetti sanitari: diagnosi precoce, terapie farmacologiche, nuove tecnologie e strutture specializzate. Tuttavia, accanto alla dimensione clinica, esiste un altro elemento fondamentale che troppo spesso passa in secondo piano: la vita sociale della persona anziana.
Dott.ssa Alessia Perrone
5 giorni faTempo di lettura: 3 min


Il fenomeno del Wandering nelle persone con Alzheimer: quando il camminare diventa un segnale da comprendere
Il wandering è un comportamento frequente nelle persone con Alzheimer, caratterizzato da spostamenti ripetitivi o disorientati apparentemente senza meta. Spesso rappresenta una risposta a disorientamento, ansia o bisogni non espressi. Comprenderne le cause e riconoscerne i segnali precoci aiuta a ridurre i rischi e a migliorare la qualità della vita della persona e dei caregiver, adottando strategie che garantiscano sicurezza e benessere.
Dott.ssa Giada Di Stasi
8 giuTempo di lettura: 4 min


“SPETTATORI DEL PROPRIO DECLINO-IL PARADOSSO DELL’IPER-CONSAPEVOLEZZA NELLE PRIME FASI DELLA DEMENZA”
C’è un momento preciso, nel lungo e complesso viaggio delle patologie neurodegenerative, di cui si parla troppo poco, quasi fosse un capitolo da sfogliare in fretta: la fase dell’esordio, caratterizzata dal profondo paradosso dell’iper-consapevolezza.
Dott.ssa Francesca Grimani
1 giuTempo di lettura: 4 min


Le emozioni contagiano il cervello: neuroscienze della regolazione emotiva
Le neuroscienze evidenziano che la regolazione emotiva non dipende solo da processi interni, ma anche dalla qualità delle relazioni. Fin dall’infanzia impariamo a gestire emozioni e stress attraverso la co-regolazione con gli altri. Relazioni sicure, empatia e segnali di calma favoriscono equilibrio e resilienza, mentre stress cronico e isolamento possono compromettere la capacità del sistema nervoso di ritrovare stabilità.
Dott.ssa Sara Serino
25 magTempo di lettura: 4 min


Ippoterapia e demenza: il potere curativo degli animali
La demenza rappresenta oggi una delle principali sfide sanitarie e sociali a livello globale. Negli ultimi anni, accanto ai trattamenti farmacologici, la ricerca scientifica si è focalizzata sulle terapie non farmacologiche, finalizzate a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra queste, l’ippoterapia sta suscitando un interesse crescente.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
18 magTempo di lettura: 3 min


DEMENZA E DIFFERENZE DI GENERE NEI FATTORI DI RISCHIO NELL’ALZHEIMER: Comprendere la diversità per curare meglio
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle differenze tra sesso biologico e genere nella demenza di Alzheimer. Sebbene le donne rappresentino la maggioranza dei pazienti, la malattia colpisce anche molti uomini e i fattori di rischio variano tra i sessi. Depressione, istruzione, socialità, sonno e fattori ormonali influenzano in modo diverso uomini e donne, così come i sintomi neuropsichiatrici. La ricerca punta oggi a cure più personalizzate per entrambi.
Dott. Zinni Lorenzo
12 magTempo di lettura: 4 min


La stimolazione uditiva ritmica nella riabilitazione delle patologie neurodegenerative
Negli ultimi anni, l’interesse verso approcci riabilitativi non farmacologici nelle patologie neurodegenerative è cresciuto in modo significativo. In particolare, nel caso della malattia di Parkinson, accanto alle terapie mediche tradizionali si stanno affermando interventi innovativi che mirano a migliorare la qualità della vita del paziente. Tra questi, la stimolazione uditiva ritmica (Rhythmic Auditory Stimulation, RAS) rappresenta una delle strategie più studiate e promet
Dott.ssa Alessia Perrone
5 magTempo di lettura: 3 min


Light Therapy: Un Approccio Innovativo per la Cura dell'Alzheimer
La terapia della luce è un intervento non farmacologico promettente per l’Alzheimer: aiuta a regolare sonno, ritmi circadiani e umore. L’esposizione a luce naturale e blu può ridurre agitazione, insonnia e sintomi depressivi, migliorando il benessere del paziente e la qualità della vita quotidiana.
Dott.ssa Giada Di Stasi
27 aprTempo di lettura: 4 min


CHI SI PRENDE CURA DI CHI CURA?LA FATICA INVISIBILE DEI CAREGIVER
Essere caregiver non è soltanto “fare qualcosa per qualcuno”, ma è un modo di abitare il tempo. Un tempo che si riempie di attenzioni, di piccoli gesti ripetuti, di responsabilità continue; un tempo fatto di risvegli notturni, di segnali impercettibili da imparare a riconoscere. E dentro tutto questo vive una fatica che raramente trova parole.
Dott.ssa Francesca Grimani
21 aprTempo di lettura: 5 min


La noia come stato neurocognitivo: perché è fondamentale per la mente
La noia non è solo assenza di stimoli, ma uno stato neurocognitivo attivo e funzionale. Attiva processi interni fondamentali come riflessione, integrazione delle esperienze e creatività. L’uso costante di stimoli digitali la riduce, causando sovraccarico cognitivo e minore consapevolezza. Può fungere da segnale emotivo e favorire apprendimento e idee. Recuperarla significa ristabilire equilibrio mentale e dare spazio a processi essenziali.
Dott.ssa Sara Serino
13 aprTempo di lettura: 4 min


Solitudine e Demenza: i fattori aspecifici del deterioramento cognitivo
Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato come la solitudine sia un importante fattore di rischio per la demenza, accanto a cause biologiche e genetiche. Distinta dall’isolamento sociale, può influire negativamente sulle funzioni cognitive, aumentando il rischio fino al 30%. Stress e infiammazione cerebrale contribuiscono al declino. Promuovere relazioni sociali e stili di vita sani è fondamentale per proteggere la salute del cervello nel tempo.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
7 aprTempo di lettura: 3 min


SPAZI CHE CURANO: COME IL DESIGN PUÒ ORIENTARE E RASSICURARE LE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA
Secondo l’OMS, circa 50 milioni di persone vivono con demenza, con 10 milioni di nuovi casi annui; l’Alzheimer è la forma più comune. La malattia compromette memoria, ragionamento e autonomia, includendo un precoce disorientamento spaziale. Questo peggiora negli ambienti non familiari, come le strutture residenziali. Per migliorare qualità della vita e indipendenza, è fondamentale progettare spazi semplici, riconoscibili e ben segnalati, favorendo orientamento e benessere.
Dott. Zinni Lorenzo
30 marTempo di lettura: 4 min


La dieta Mind: la nutrizione come prevenzione delle demenze
Attualmente non esiste una cura definitiva per molte forme di demenza; per questo motivo, negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre più sui fattori di rischio modificabili, tra cui lo stile di vita e l’alimentazione.
Tra i modelli alimentari studiati per la prevenzione del declino cognitivo, la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) ha attirato particolare attenzione.
Dott.ssa Alessia Perrone
23 marTempo di lettura: 4 min


Stimolare la mente attraverso le storie: Perché la lettura è un alleato fondamentale.
La demenza rappresenta una delle malattie più complesse e devastanti sia per chi ne è colpito sia per i familiari. Tra gli interventi non farmacologici che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti, la lettura e l’ascolto di storie si rivelano strumenti preziosi. Queste attività stimolano diverse aree del cervello coinvolte nella memoria, nel linguaggio e nella comprensione, contribuendo a mantenere attive le funzioni cognitive e offrendo al tempo stesso un import
Dott.ssa Giada Di Stasi
16 marTempo di lettura: 5 min


PARKINSON E PREVENZIONE: IL POSSIBILE RUOLO DELLA CAFFEINA
Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce milioni di persone nel mondo. È causata dalla progressiva perdita dei neuroni che producono dopamina, sostanza fondamentale per il controllo dei movimenti. Per questo compaiono sintomi come tremore, rigidità e lentezza. Alcuni studi suggeriscono che il consumo moderato di caffeina, presente soprattutto nel caffè, possa essere associato a un rischio più basso di sviluppare la malattia. Tuttavia non rappresenta
Dott.ssa Francesca Grimani
9 marTempo di lettura: 4 min


Intelligenza artificiale e neuroscienze per la diagnosi precoce delle demenze
L’incontro tra neuroscienze e intelligenza artificiale permette oggi di individuare segni precoci delle demenze, rilevando cambiamenti minimi non osservabili clinicamente. Algoritmi avanzati analizzano immagini, dati funzionali e comportamentali, evidenziando pattern sottili e stimando il rischio individuale. Pur offrendo nuove possibilità di prevenzione e intervento, questo approccio richiede attenzione a privacy, bias e comunicazione clinica.
Dott.ssa Sara Serino
2 marTempo di lettura: 3 min


SONNO E DEMENZA: un legame a doppio senso
Il sonno è una funzione biologica essenziale per il nostro equilibrio fisico e mentale. Con l’avanzare dell’età, la qualità del sonno tende naturalmente a diminuire: si osservano riduzione del sonno profondo, frammentazione notturna e maggiore difficoltà ad addormentarsi. Tuttavia, nelle persone con demenza le alterazioni del sonno possono essere più gravi.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
23 febTempo di lettura: 4 min


PRONTO ALZHEIMER: UNA LINEA TELEFONICA DI ASCOLTO E SUPPORTO PER I CAREGIVER
Prendersi cura di una persona con Alzheimer è un percorso impegnativo, che comporta compiti quotidiani e un forte carico emotivo per i caregiver. Confrontarsi con professionisti o altri caregiver aiuta ad affrontare difficoltà pratiche ed emotive, offrendo sostegno, strategie e orientamento. Servizi come “Pronto Alzheimer” forniscono ascolto, consulenza psicologica, legale e supporto pratico.
Dott.ssa Alessia Perrone
16 febTempo di lettura: 2 min


Hericium erinaceus e declino cognitivo: nuove prospettive neurobiologiche sullaplasticità neuronale
Negli ultimi anni il fungo Hericium erinaceus, noto come criniera di leone, ha attirato un interesse crescente non solo nella medicina tradizionale, ma anche nel mondo scientifico moderno per il suo potenziale ruolo nel supporto delle funzioni cognitive e nella prevenzione dell’invecchiamento cerebrale.
Chiara Teodoro
9 febTempo di lettura: 3 min


SNOEZELEN: UNA STIMOLAZIONE MULTISENSORIALE NEI CENTRI DIURNI PER ANZIANI
Negli ultimi anni, nei servizi per anziani con Alzheimer, Parkinson e disturbi neurodegenerativi, l’attenzione si è ampliata dal solo aspetto sanitario al benessere emotivo e sensoriale. In questo contesto si inserisce lo Snoezelen, un’esperienza multisensoriale che offre uno spazio di calma, accoglienza e relazione. Attraverso luci soffuse, suoni delicati e materiali morbidi, la persona può rilassarsi e sentirsi compresa, anche quando le parole e la memoria vengono meno.
Dott.ssa Francesca Grimani
2 febTempo di lettura: 4 min
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