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La stimolazione uditiva ritmica nella riabilitazione delle patologie neurodegenerative
Negli ultimi anni, l’interesse verso approcci riabilitativi non farmacologici nelle patologie neurodegenerative è cresciuto in modo significativo. In particolare, nel caso della malattia di Parkinson, accanto alle terapie mediche tradizionali si stanno affermando interventi innovativi che mirano a migliorare la qualità della vita del paziente. Tra questi, la stimolazione uditiva ritmica (Rhythmic Auditory Stimulation, RAS) rappresenta una delle strategie più studiate e promet
Dott.ssa Alessia Perrone
19 ore faTempo di lettura: 3 min


Light Therapy: Un Approccio Innovativo per la Cura dell'Alzheimer
La terapia della luce è un intervento non farmacologico promettente per l’Alzheimer: aiuta a regolare sonno, ritmi circadiani e umore. L’esposizione a luce naturale e blu può ridurre agitazione, insonnia e sintomi depressivi, migliorando il benessere del paziente e la qualità della vita quotidiana.
Dott.ssa Giada Di Stasi
27 aprTempo di lettura: 4 min


CHI SI PRENDE CURA DI CHI CURA?LA FATICA INVISIBILE DEI CAREGIVER
Essere caregiver non è soltanto “fare qualcosa per qualcuno”, ma è un modo di abitare il tempo. Un tempo che si riempie di attenzioni, di piccoli gesti ripetuti, di responsabilità continue; un tempo fatto di risvegli notturni, di segnali impercettibili da imparare a riconoscere. E dentro tutto questo vive una fatica che raramente trova parole.
Dott.ssa Francesca Grimani
21 aprTempo di lettura: 5 min


La noia come stato neurocognitivo: perché è fondamentale per la mente
La noia non è solo assenza di stimoli, ma uno stato neurocognitivo attivo e funzionale. Attiva processi interni fondamentali come riflessione, integrazione delle esperienze e creatività. L’uso costante di stimoli digitali la riduce, causando sovraccarico cognitivo e minore consapevolezza. Può fungere da segnale emotivo e favorire apprendimento e idee. Recuperarla significa ristabilire equilibrio mentale e dare spazio a processi essenziali.
Dott.ssa Sara Serino
13 aprTempo di lettura: 4 min


Solitudine e Demenza: i fattori aspecifici del deterioramento cognitivo
Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato come la solitudine sia un importante fattore di rischio per la demenza, accanto a cause biologiche e genetiche. Distinta dall’isolamento sociale, può influire negativamente sulle funzioni cognitive, aumentando il rischio fino al 30%. Stress e infiammazione cerebrale contribuiscono al declino. Promuovere relazioni sociali e stili di vita sani è fondamentale per proteggere la salute del cervello nel tempo.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
7 aprTempo di lettura: 3 min


SPAZI CHE CURANO: COME IL DESIGN PUÒ ORIENTARE E RASSICURARE LE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA
Secondo l’OMS, circa 50 milioni di persone vivono con demenza, con 10 milioni di nuovi casi annui; l’Alzheimer è la forma più comune. La malattia compromette memoria, ragionamento e autonomia, includendo un precoce disorientamento spaziale. Questo peggiora negli ambienti non familiari, come le strutture residenziali. Per migliorare qualità della vita e indipendenza, è fondamentale progettare spazi semplici, riconoscibili e ben segnalati, favorendo orientamento e benessere.
Dott. Zinni Lorenzo
30 marTempo di lettura: 4 min


La dieta Mind: la nutrizione come prevenzione delle demenze
Attualmente non esiste una cura definitiva per molte forme di demenza; per questo motivo, negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre più sui fattori di rischio modificabili, tra cui lo stile di vita e l’alimentazione.
Tra i modelli alimentari studiati per la prevenzione del declino cognitivo, la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) ha attirato particolare attenzione.
Dott.ssa Alessia Perrone
23 marTempo di lettura: 4 min


Stimolare la mente attraverso le storie: Perché la lettura è un alleato fondamentale.
La demenza rappresenta una delle malattie più complesse e devastanti sia per chi ne è colpito sia per i familiari. Tra gli interventi non farmacologici che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti, la lettura e l’ascolto di storie si rivelano strumenti preziosi. Queste attività stimolano diverse aree del cervello coinvolte nella memoria, nel linguaggio e nella comprensione, contribuendo a mantenere attive le funzioni cognitive e offrendo al tempo stesso un import
Dott.ssa Giada Di Stasi
16 marTempo di lettura: 5 min


PARKINSON E PREVENZIONE: IL POSSIBILE RUOLO DELLA CAFFEINA
Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce milioni di persone nel mondo. È causata dalla progressiva perdita dei neuroni che producono dopamina, sostanza fondamentale per il controllo dei movimenti. Per questo compaiono sintomi come tremore, rigidità e lentezza. Alcuni studi suggeriscono che il consumo moderato di caffeina, presente soprattutto nel caffè, possa essere associato a un rischio più basso di sviluppare la malattia. Tuttavia non rappresenta
Dott.ssa Francesca Grimani
9 marTempo di lettura: 4 min


Intelligenza artificiale e neuroscienze per la diagnosi precoce delle demenze
L’incontro tra neuroscienze e intelligenza artificiale permette oggi di individuare segni precoci delle demenze, rilevando cambiamenti minimi non osservabili clinicamente. Algoritmi avanzati analizzano immagini, dati funzionali e comportamentali, evidenziando pattern sottili e stimando il rischio individuale. Pur offrendo nuove possibilità di prevenzione e intervento, questo approccio richiede attenzione a privacy, bias e comunicazione clinica.
Dott.ssa Sara Serino
2 marTempo di lettura: 3 min


SONNO E DEMENZA: un legame a doppio senso
Il sonno è una funzione biologica essenziale per il nostro equilibrio fisico e mentale. Con l’avanzare dell’età, la qualità del sonno tende naturalmente a diminuire: si osservano riduzione del sonno profondo, frammentazione notturna e maggiore difficoltà ad addormentarsi. Tuttavia, nelle persone con demenza le alterazioni del sonno possono essere più gravi.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
23 febTempo di lettura: 4 min


PRONTO ALZHEIMER: UNA LINEA TELEFONICA DI ASCOLTO E SUPPORTO PER I CAREGIVER
Prendersi cura di una persona con Alzheimer è un percorso impegnativo, che comporta compiti quotidiani e un forte carico emotivo per i caregiver. Confrontarsi con professionisti o altri caregiver aiuta ad affrontare difficoltà pratiche ed emotive, offrendo sostegno, strategie e orientamento. Servizi come “Pronto Alzheimer” forniscono ascolto, consulenza psicologica, legale e supporto pratico.
Dott.ssa Alessia Perrone
16 febTempo di lettura: 2 min


Hericium erinaceus e declino cognitivo: nuove prospettive neurobiologiche sullaplasticità neuronale
Negli ultimi anni il fungo Hericium erinaceus, noto come criniera di leone, ha attirato un interesse crescente non solo nella medicina tradizionale, ma anche nel mondo scientifico moderno per il suo potenziale ruolo nel supporto delle funzioni cognitive e nella prevenzione dell’invecchiamento cerebrale.
Chiara Teodoro
9 febTempo di lettura: 3 min


SNOEZELEN: UNA STIMOLAZIONE MULTISENSORIALE NEI CENTRI DIURNI PER ANZIANI
Negli ultimi anni, nei servizi per anziani con Alzheimer, Parkinson e disturbi neurodegenerativi, l’attenzione si è ampliata dal solo aspetto sanitario al benessere emotivo e sensoriale. In questo contesto si inserisce lo Snoezelen, un’esperienza multisensoriale che offre uno spazio di calma, accoglienza e relazione. Attraverso luci soffuse, suoni delicati e materiali morbidi, la persona può rilassarsi e sentirsi compresa, anche quando le parole e la memoria vengono meno.
Dott.ssa Francesca Grimani
2 febTempo di lettura: 4 min


Il Legame tra Tempo e Memoria: Come il cervello gestisce la percezione del tempo
Il tempo è una dimensione che governa le nostre vite, ma è anche qualcosa che il nostro cervello è costantemente impegnato a interpretare. Ogni giorno, viviamo in un flusso ininterrotto di esperienze, ma non ci rendiamo conto che, dietro ogni attimo, c'è un processo incredibilmente complesso che ci permette di collocare ogni evento in un ordine temporale. La nostra memoria, infatti, non è solo un archivio di esperienze, ma è anche la chiave con cui gestiamo il tempo.
Dott.ssa Sara Serino
26 genTempo di lettura: 4 min


La sessualità nella terza età: oltre gli stereotipi e i pregiudizi
L’immaginario collettivo tende ad associare la sessualità alla giovinezza, relegando l’età avanzata a una fase priva di desiderio. In realtà, la sessualità accompagna l’essere umano lungo tutto l’arco della vita. Studi scientifici mostrano che molte persone anziane mantengono una vita sessuale attiva, adattata ai cambiamenti del corpo e della relazione. Pregiudizi culturali e stereotipi contribuiscono invece a negare questo bisogno, con ricadute negative sul benessere psicolo
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
19 genTempo di lettura: 3 min


Intelligenza Artificiale e realtà immersiva: nuove frontiere terapeutiche per gli anziani con malattie neurodegenerative
Le malattie neurodegenerative rappresentano una crescente sfida sanitaria e sociale, legata all’invecchiamento della popolazione e al progressivo declino cognitivo degli anziani. Accanto alle terapie farmacologiche, stanno emergendo approcci innovativi basati sull’integrazione tra Intelligenza Artificiale e realtà immersiva. Queste tecnologie permettono interventi personalizzati di stimolazione cognitiva ed emotiva, migliorando benessere, coinvolgimento e qualità della vita d
Dott.ssa Alessia Perrone
12 genTempo di lettura: 3 min


Buddhismo e Alzheimer: il naufragio della narrativa e il risveglio dell’essere
L’Alzheimer, spesso narrato come perdita e oscurità, può rivelare una verità inattesa: la possibilità di abitare il presente assoluto. Privata della memoria e della cronologia, la persona vive nel qui e ora, dove restano intatte le emozioni, nude e potenti. Crollata la biografia, emerge l’essenza: un’esistenza essenziale in cui l’essere prevale sul fare. In questo spazio, l’incontro umano diventa custodia del presente e l’eternità si manifesta in un singolo istante condiviso.
Chiara Teodoro
7 genTempo di lettura: 3 min


Quando la musica riconosce noi: una lezione da Coco
Nel film d’animazione Coco, la scena in cui la canzone “Remember Me” riaccende un ricordo in Mamá Coco non è solo emotivamente intensa, ma anche scientificamente significativa. La musica, infatti, può restare accessibile anche nelle fasi avanzate delle malattie neurodegenerative, perché attiva circuiti cerebrali più resilienti. In questo modo diventa un ponte relazionale, capace di creare presenza e contatto emotivo anche quando la memoria sembra perduta.

Dott. Gabriele Scuccimarra
5 genTempo di lettura: 2 min


OLTRE IL DIALOGO: LA FOTOGRAFIA COME PONTE TRA CAREGIVER E ASSISTITO
Ci sono momenti in cui le parole sembrano scivolare via, leggere come foglie al vento. Momenti in cui il dialogo si fa fragile, incerto e i silenzi sembrano quasi assordanti. Eppure quando proprio le parole si allontanano, un altro tipo di comunicazione può farsi strada, silenziosa e potente. La fotografia in questo spazio sospeso, diventa un ponte: un ponte che non chiede sforzo né memoria, ma solo presenza.
Dott.ssa Francesca Grimani
22 dic 2025Tempo di lettura: 3 min
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