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SNOEZELEN: UNA STIMOLAZIONE MULTISENSORIALE NEI CENTRI DIURNI PER ANZIANI

Negli ultimi anni, nei servizi dedicati agli anziani affetti da Alzheimer, Parkinson e altri disturbi neurodegenerativi, si è posta sempre più attenzione non solo agli aspetti sanitari, ma anche al benessere emotivo, relazionale e sensoriale della persona. Entrare ogni giorno in un centro diurno per anziani con queste patologie significa confrontarsi con un universo fatto di fragilità, silenzi e bisogni spesso difficili da esprimere a parole. È un luogo in cui il tempo sembra rallentare e assumere un significato diverso, dove la memoria può svanire e il linguaggio perdere chiarezza, ma dove, nonostante tutto, le emozioni continuano a vivere con forza. Anche quando i ricordi si confondono e i nomi si dissolvono, il bisogno di sentirsi accolti, rassicurati e compresi rimane intatto. È proprio in questo spazio delicato, fatto di presenza e attenzione, che in molti centri trova posto l’esperienza dello Snoezelen.

 

Lo Snoezelen nasce dall’idea che, anche quando le capacità cognitive diminuiscono, i sensi restano una via privilegiata per entrare in relazione con il mondo e con gli altri. Non si tratta di una terapia tradizionale, né di un’attività strutturata con obiettivi da raggiungere, ma di un’esperienza multisensoriale che invita alla calma, all’esplorazione e al rilassamento. Il termine Snoezelen nasce nei Paesi Bassi negli anni ’70 e deriva dalla fusione di due parole olandesi: “snuffelen” che significa esplorare o annusare e “doezelen”, ovvero rilassarsi o  sonnecchiare.

L’unione di entrambe queste parole olandesi esprime pienamente il concetto di esplorare con quello di lasciarsi andare ed è proprio questo il suo valore più profondo: offrire alla persona uno spazio in cui non è richiesta alcuna prestazione, in cui non c’è nulla da ricordare o da dimostrare, ma solo la possibilità di essere presente, così com’è.

 

Lo Snoezelen è quindi un’esperienza multisensoriale che si svolge all’interno di un ambiente appositamente progettato, chiamato stanza Snoezelen, dove la persona viene immersa in stimoli visivi, uditivi, tattili, olfattivi e talvolta gustativi, sempre in modo dolce, controllato e personalizzato. Quando una persona entra in questa stanza, viene accolta da un ambiente diverso da quello quotidiano. Le luci sono soffuse e cambiano lentamente colore; l’atmosfera è calma e protetta. I suoni sono delicati, spesso ispirati alla natura o a melodie lente, capaci di accompagnare il respiro e favorire uno stato di rilassamento come il vento o le onde del mare. I materiali sono morbidi, piacevoli al tatto, pensati per essere esplorati senza timore. Anche i profumi, leggeri e mai invadenti, contribuiscono a creare una sensazione di familiarità e benessere. Ogni elemento è studiato per non sovraccaricare, ma per contenere. L’obiettivo è trasmettere sicurezza e tranquillità seguendo il proprio ritmo interiore.

Per chi convive con l’Alzheimer o la demenza senile, lo Snoezelen crea una sorta di isola protetta, un’opportunità preziosa per ridurre l’ansia, l’agitazione e il senso di disorientamento che spesso accompagnano la malattia. In questi momenti, non è raro osservare un corpo che si rilassa lentamente, uno sguardo che si fa più presente o un’espressione che si addolcisce.  Anche quando le parole non arrivano, il corpo risponde agli stimoli, e attraverso i sensi si crea una forma di comunicazione autentica e profonda: quella del benessere reale, vissuto nel qui e ora. Per chi invece convive con il Parkinson, l’ambiente Snoezelen può favorire momenti di distensione muscolare, ridurre la rigidità e aiutare la persona a ritrovare una maggiore consapevolezza del proprio corpo, offrendo momenti di sollievo e quiete. La stimolazione sensoriale delicata, infatti, unita a un’atmosfera priva di pressioni, favorisce il rilassamento sia fisico che emotivo della persona.

Ciò che rende davvero speciale l’esperienza Snoezelen, però, non è solo l’ambiente, ma la relazione che si crea al suo interno. L’operatore, l’educatore o il volontario che accompagna la persona non dirige l’esperienza, ma la condivide. Osserva con attenzione, ascolta con rispetto, segue i tempi dell’anziano senza forzature. La presenza diventa silenziosa ma significativa, fatta di piccoli gesti, di uno sguardo attento, di una voce calma che rassicura. In questo contesto, anche il silenzio ha valore, perché permette alla persona di sentirsi accolta senza pressioni.

In particolare, per chi svolge il Servizio Civile o un tirocinio formativo all’interno di un centro diurno, lo Snoezelen è spesso un’esperienza che lascia un segno profondo. Insegna l’importanza dell’ascolto, della pazienza e della cura autentica. Fa comprendere che prendersi cura non significa sempre fare, ma spesso semplicemente esserci. Essere presenti in modo sincero, rispettoso e umano può fare la differenza nella giornata di una persona fragile.

Lo Snoezelen si inserisce pienamente in un approccio di cura centrato sulla persona, in cui l’anziano non è definito dalla sua diagnosi, ma riconosciuto nella sua unicità, poiché ogni esperienza di questo genere è unica, così come lo è ogni persona che la vive. Ogni individuo ha una propria storia, delle preferenze, delle sensibilità diverse. Ciò che rilassa una persona potrebbe non avere lo stesso effetto su un’altra, e proprio per questo è fondamentale osservare, adattare, personalizzare. Non esistono risposte giuste o sbagliate e non esiste un risultato da ottenere, se non quello di offrire un momento di benessere e di connessione autentica.

All’interno di un centro diurno, dove le giornate possono essere segnate dalla routine e dalla fatica della malattia, questa tecnica diventa una pausa preziosa, un tempo sospeso in cui la persona può sentirsi al sicuro, vista e riconosciuta. Lo Snoezelen è un invito a rallentare, ad ascoltare con tutti i sensi, a riconoscere che anche nella fragilità più profonda esiste ancora una possibilità di benessere, di contatto e di umanità.

 

 

                                                                                      Dott.ssa Francesca Antonietta Grimani

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