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L’importanza dell'ambiente e della routine nella sindrome del tramonto
La sindrome del tramonto è un termine clinico utilizzato per descrivere un peggioramento serale o notturno dello stato mentale in pazienti con disturbi cognitivi, in particolare con demenza. Sebbene sia un fenomeno frequente, rimane ancora poco definito, ma il suo impatto sui pazienti e sui loro caregiver è enorme.
Arianna Pastore
14 setTempo di lettura: 2 min


La memoria delle mani: quando i gesti raccontano una storia che la demenza non cancella
Nella demenza non si perde tutto allo stesso modo. La memoria procedurale, che custodisce i gesti appresi con l'esperienza, può rimanere a lungo conservata. Valorizzare queste capacità significa promuovere autonomia, benessere e preservare l'identità della persona.
Dott.ssa Alessia Perrone
20 lugTempo di lettura: 6 min


Default Mode Network: riposo falso vs riposo neurale
Il Default Mode Network (DMN) è una rete cerebrale che si attiva principalmente durante il riposo mentale. La sua scoperta ha cambiato la visione del cervello, dimostrando che anche in assenza di compiti specifici l'attività cerebrale rimane intensa. Il DMN è coinvolto nell'autoriflessione, nella memoria autobiografica, nell'immaginazione del futuro e nella comprensione degli altri. Alterazioni della sua attività sono associate a diverse patologie neurologiche e psichiatriche
Dott.ssa Sara Serino
6 lugTempo di lettura: 7 min


Pieghe di Memoria: Il Ruolo Terapeutico dell’Origami nella Gestione del Paziente con Demenza
La ricerca di interventi non farmacologici per la demenza è in crescita. L’origami, arte del piegare la carta, emerge come strumento riabilitativo: stimola funzioni esecutive, visuo-spaziali e motricità fine, favorendo integrazione sensoriale. Può ridurre ansia e agitazione, migliorare umore, autostima e socializzazione. Se guidato e semplificato, rappresenta un supporto terapeutico accessibile e personalizzabile.
Dott. Zinni Lorenzo
22 giuTempo di lettura: 3 min


DEMENZA E DIFFERENZE DI GENERE NEI FATTORI DI RISCHIO NELL’ALZHEIMER: Comprendere la diversità per curare meglio
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle differenze tra sesso biologico e genere nella demenza di Alzheimer. Sebbene le donne rappresentino la maggioranza dei pazienti, la malattia colpisce anche molti uomini e i fattori di rischio variano tra i sessi. Depressione, istruzione, socialità, sonno e fattori ormonali influenzano in modo diverso uomini e donne, così come i sintomi neuropsichiatrici. La ricerca punta oggi a cure più personalizzate per entrambi.
Dott. Zinni Lorenzo
12 magTempo di lettura: 4 min


La noia come stato neurocognitivo: perché è fondamentale per la mente
La noia non è solo assenza di stimoli, ma uno stato neurocognitivo attivo e funzionale. Attiva processi interni fondamentali come riflessione, integrazione delle esperienze e creatività. L’uso costante di stimoli digitali la riduce, causando sovraccarico cognitivo e minore consapevolezza. Può fungere da segnale emotivo e favorire apprendimento e idee. Recuperarla significa ristabilire equilibrio mentale e dare spazio a processi essenziali.
Dott.ssa Sara Serino
13 aprTempo di lettura: 4 min


Solitudine e Demenza: i fattori aspecifici del deterioramento cognitivo
Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato come la solitudine sia un importante fattore di rischio per la demenza, accanto a cause biologiche e genetiche. Distinta dall’isolamento sociale, può influire negativamente sulle funzioni cognitive, aumentando il rischio fino al 30%. Stress e infiammazione cerebrale contribuiscono al declino. Promuovere relazioni sociali e stili di vita sani è fondamentale per proteggere la salute del cervello nel tempo.
Dott.ssa Elena Cornacchiulo
7 aprTempo di lettura: 3 min


La dieta Mind: la nutrizione come prevenzione delle demenze
Attualmente non esiste una cura definitiva per molte forme di demenza; per questo motivo, negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre più sui fattori di rischio modificabili, tra cui lo stile di vita e l’alimentazione.
Tra i modelli alimentari studiati per la prevenzione del declino cognitivo, la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) ha attirato particolare attenzione.
Dott.ssa Alessia Perrone
23 marTempo di lettura: 4 min


Stimolare la mente attraverso le storie: Perché la lettura è un alleato fondamentale.
La demenza rappresenta una delle malattie più complesse e devastanti sia per chi ne è colpito sia per i familiari. Tra gli interventi non farmacologici che possono migliorare la qualità della vita dei pazienti, la lettura e l’ascolto di storie si rivelano strumenti preziosi. Queste attività stimolano diverse aree del cervello coinvolte nella memoria, nel linguaggio e nella comprensione, contribuendo a mantenere attive le funzioni cognitive e offrendo al tempo stesso un import
Dott.ssa Giada Di Stasi
16 marTempo di lettura: 5 min


PARKINSON E PREVENZIONE: IL POSSIBILE RUOLO DELLA CAFFEINA
Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce milioni di persone nel mondo. È causata dalla progressiva perdita dei neuroni che producono dopamina, sostanza fondamentale per il controllo dei movimenti. Per questo compaiono sintomi come tremore, rigidità e lentezza. Alcuni studi suggeriscono che il consumo moderato di caffeina, presente soprattutto nel caffè, possa essere associato a un rischio più basso di sviluppare la malattia. Tuttavia non rappresenta
Dott.ssa Francesca Grimani
9 marTempo di lettura: 4 min


PRONTO ALZHEIMER: UNA LINEA TELEFONICA DI ASCOLTO E SUPPORTO PER I CAREGIVER
Prendersi cura di una persona con Alzheimer è un percorso impegnativo, che comporta compiti quotidiani e un forte carico emotivo per i caregiver. Confrontarsi con professionisti o altri caregiver aiuta ad affrontare difficoltà pratiche ed emotive, offrendo sostegno, strategie e orientamento. Servizi come “Pronto Alzheimer” forniscono ascolto, consulenza psicologica, legale e supporto pratico.
Dott.ssa Alessia Perrone
16 febTempo di lettura: 2 min


Quando la musica riconosce noi: una lezione da Coco
Nel film d’animazione Coco, la scena in cui la canzone “Remember Me” riaccende un ricordo in Mamá Coco non è solo emotivamente intensa, ma anche scientificamente significativa. La musica, infatti, può restare accessibile anche nelle fasi avanzate delle malattie neurodegenerative, perché attiva circuiti cerebrali più resilienti. In questo modo diventa un ponte relazionale, capace di creare presenza e contatto emotivo anche quando la memoria sembra perduta.

Dott. Gabriele Scuccimarra
5 genTempo di lettura: 2 min


DEMENZA A CORPI DI LEWY: UN'ANALISI APPROFONDITA CON RIFERIMENTO AL CASO DI ROBIN WILLIAMS
Il caso di Robin Williams ha avuto un impatto profondo sulla conoscenza della Demenza a Corpi di Lewy, ossia una malattia neurodegenerativa progressiva, che rappresenta la seconda causa più comune di demenza dopo l'Alzheimer.
Cura Del Tempo
14 apr 2025Tempo di lettura: 3 min
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