top of page
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black Instagram Icon

La sessualità nella terza età: oltre gli stereotipi e i pregiudizi

Quando si parla di sessualità, l’immaginario collettivo tende a fermarsi alla giovinezza. Desiderio, passione e intimità vengono spesso associati a corpi giovani e dinamici, mentre l’età avanzata è spesso vista come una fase del ciclo di vita priva di interesse sessuale. Questa visione, però, è il risultato di pregiudizi e stereotipi ancora molto radicati, più che di una reale mancanza di bisogni o desideri. La sessualità, infatti, è un aspetto fondamentale dell’esperienza umana, che accompagna l’essere umano lungo tutto l’arco di vita, dall’infanzia all’anzianità.


Uno dei luoghi comuni più diffusi è che nella terza età la sessualità scompaia naturalmente. In realtà, la letteratura scientifica mostra che la sessualità continua a essere presente e significativa anche in età avanzata, sebbene con modalità che si adattano alle -inevitabili- trasformazioni del corpo e della vita relazionale.

A sostegno di questa prospettiva, uno studio condotto su un ampio campione rappresentativo della popolazione statunitense di età compresa tra i 65 e gli 85 anni evidenzia come una quota rilevante di persone anziane mantenga una vita sessuale attiva. In particolare, circa il 53% degli individui tra i 65 e i 74 anni e il 26% di quelli tra i 75 e gli 85 anni dichiarava di aver avuto rapporti sessuali nei dodici mesi precedenti. Lo studio evidenzia inoltre una stretta associazione tra salute fisica e attività sessuale in età avanzata: le persone che godono di buona salute risultano essere più sessualmente attive, mentre la presenza di patologie è associata a una riduzione dell’attività sessuale. Nel complesso, questi risultati contribuiscono a superare una visione riduttiva e stereotipata della sessualità nella terza età, mostrando come essa continui a rappresentare una dimensione importante dell’esperienza di vita,  strettamente legata al benessere fisico della persona anziana.


Nonostante queste evidenze, la sessualità nella terza età viene spesso sottovalutata o addirittura negata. L’anziano, erroneamente considerato privo di desideri, quando esprime il bisogno di intimità o contatto, può essere etichettato in maniera sprezzante come un “vecchio sporcaccione”. Questo stereotipo rappresenta una forma di discriminazione nei confronti di individui di età differente dalla propria. La causa principale di questo stereotipo è culturale: da un lato, l’idea che la sessualità sia legata esclusivamente alla procreazione o al matrimonio, dall’altro, una società che celebra la bellezza dei corpi giovani e denigra quelli più vecchi. Proprio per questo è comune osservare nella popolazione anziana la cosiddetta “sindrome da breakdown sessuale”, una condizione in cui l’individuo, percependosi come privo di desiderio sessuale, può sviluppare problemi di autostima e sicurezza, compromettendo il proprio benessere psicologico.


In conclusione, la sessualità non scompare con l’avanzare dell’età, ma cambia forma e modo di esprimersi. L’idea che le persone anziane non abbiano desideri è il risultato di pregiudizi e stereotipi culturali, non di una reale mancanza di interesse o capacità di vivere l’intimità. Riconoscere che anche nella terza età il bisogno di contatto e intimità rimane importante permette di guardare all’invecchiamento in modo più realistico e rispettoso. Dare spazio a questi aspetti significa contribuire al benessere psicologico e alla qualità della vita delle persone anziane.

 

Bibliografia

-Goldschmidt, B., & Van Meines, N. (2011). Comforting Touch in Dementia and End of Life Care: Take My Hand. Singing Dragon.

-Lindau, S. T., Schumm, L. P., Laumann, E. O., Levinson, W., O'Muircheartaigh, C. A., & Waite, L. J. (2007). A study of sexuality and health among older adults in the United States. The New England journal of medicine357(8), 762–774.

-Ricoy-Cano, A. J., Obrero-Gaitán, E., Caravaca-Sánchez, F., & Fuente-Robles, Y. M. (2020). Factors Conditioning Sexual Behavior in Older Adults: A Systematic Review of Qualitative Studies. Journal of clinical medicine, 9(6), 1716.


 

 Articolo a cura della Dott.ssa Elena Cornacchiulo

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

Commenti


CONTATTI

LA CURA DEL TEMPO 

Associazione di Promozione Sociale

Sede Operativa:
Via San Francesco D’Assisi. n. 15

Chieti scalo

​Orari di apertura (dal lunedì al venerdì):​
Mattina: ore 8.30 – 13.30  ​

Pomeriggio: ore 15.00 – 19.00 

Tel. 0871.452714
Cell. 345.6108888 

E-mail: lacuradeltempo.chieti@gmail.com

SOCIAL

© 2023 by End Hunger. Proudly created with Wix.com

bottom of page