LA SPIRITUALITA' COME CURA NELLA TERZA ETA':TRA AUTOSTIMA, AMBIENTE E PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZA

La demenza avanzata pone una questione che la letteratura assistenziale ha a lungo trascurato: che ne è del bisogno di significato quando la memoria, il linguaggio e l'autonomia si dissolvono? Molti studi recenti, sebbene condotti con metodologie e in contesti diversi, convergono su una risposta comune: la dimensione spirituale ed esistenziale non scompare con la cognizione, ma cambia forma e richiede nuove modalità di riconoscimento e accompagnamento. La spiritualità non coincide necessariamente con la religione, né con pratiche esplicitamente "spirituali". Hirakawa et al. (2020) mostrano come gli operatori identifichino nell'autostima il nucleo della cura spirituale: i pazienti con demenza grave temono di non essere più indipendenti, di non contare più nulla, e le pratiche messe in atto per rispondere a questo bisogno sono concrete e quotidiane – incoraggiare il ricordo dei successi passati, valorizzare i piccoli piaceri della giornata, celebrare i successi funzionali anche minimi, ascoltare con pazienza. In questo senso, la cura del significato passa attraverso relazioni che restituiscono alla persona il senso del proprio valore, più che attraverso interventi tecnici. Gli stessi autori segnalano però un limite: la spiritualità rimane un concetto difficile da definire per gli operatori stessi, e i bisogni religiosi non emergono – un silenzio che riflette il contesto culturale giapponese, ma che invita a riflettere su quanto la spiritualità sia culturalmente connotata e quanto, nel nostro contesto, essa possa assumere forme diverse. A fotografare questo divario è la revisione sistematica qualitativa di Camacho-Montaño e colleghi (2021), che ha esplorato la prospettiva degli operatori sanitari sulla cura spirituale delle persone con demenza avanzata, sintetizzando dodici studi pubblicati tra il 2008 e il 2019. La revisione identifica quattro temi principali: la percezione della spiritualità (inclusa la difficoltà ad affrontarla), i bisogni spirituali delle persone con demenza avanzata, i bisogni spirituali degli stessi operatori, e le modalità di presa in carico (musica, attività significative, spazi privati, programma Namaste Care). La spiritualità non viene affrontata formalmente in questa popolazione, e gli operatori non si sentono sufficientemente preparati per integrarla nella cura. La revisione segnala inoltre che i bisogni spirituali raramente vengono registrati nel piano assistenziale, e che esiste una diffusa mancanza di formazione specifica. La lezione per il nostro contesto è che la cura del significato non passa necessariamente attraverso pratiche esplicitamente "spirituali", ma attraverso relazioni che restituiscono alla persona il senso del proprio valore. Se Hirakawa ci mostra come gli operatori sostengono l'autostima, Toivonen et al. (2022) ci mostrano che cosa i pazienti e i familiari identificano come supporto spirituale. Attraverso le fotografie scelte dai partecipanti – oggetti personali, angoli della casa, immagini di famiglia, simboli religiosi – emergono tre domande ontologiche che strutturano l'esperienza: "A chi appartengo?", "Che cosa resta di me nel mondo?", "Dove sto andando?". Gli oggetti nell'ambiente – le foto dei figli e dei nipoti, il quadro della chiesa del paese natale, la propria poltrona, la finestra che guarda la natura – fungono da ancoraggi spirituali, ricordando alla persona chi è e da dove viene. Il desiderio di lasciare una traccia, attraverso i figli ma anche attraverso diari, poesie e oggetti artigianali, sostiene la continuità del sé. L'idea di un continuum della vita, con i propri cari defunti che "attendono", riduce la paura della morte e aiuta ad accettare gradualmente la malattia – e questo non è necessariamente legato alla religione: anche i partecipanti non religiosi immaginano un ricongiungimento con i propri cari. Rispetto a Hirakawa, questo studio sposta l'attenzione dal fare dell'operatore all'essere del paziente e al contesto materiale e relazionale che lo circonda. La spiritualità non è un'attività da somministrare, ma una qualità dell'ambiente e delle relazioni che permette alla persona di continuare a porsi le domande fondamentali sulla propria esistenza. Se Hirakawa e Toivonen mostrano che la spiritualità passa attraverso relazioni, oggetti e ambienti, resta da chiedersi come questa dimensione possa essere coltivata in modo strutturato, soprattutto in contesti in cui la religione non è un riferimento condiviso. È qui che si inserisce il contributo di You et al. (2025), un protocollo di fattibilità per un programma di mindfulness online di otto settimane rivolto a persone con declino cognitivo lieve o demenza lieve. A prima vista si tratta di un intervento psicologico-educativo, non di una pratica spirituale; e tuttavia, in continuità con gli altri due studi, esso illumina una possibile via alla cura del significato. la cura del significato non è un'attività separata dalla cura quotidiana, ma una qualità trasversale delle relazioni, degli ambienti e delle pratiche. Non richiede tecniche sofisticate, ma la capacità di riconoscere l'umanità dell'altro anche quando sembra scomparsa, e di offrire contesti – materiali, relazionali, rituali – in cui quella umanità possa continuare a esprimersi.
Bibliografia
Hirakawa, Y., Yajima, K., Chiang, C. and Aoyama, A. (2020), Meaning and practices of spiritual care for older people with dementia: experiences of nurses and care workers. Psychogeriatrics, 20: 44-49. https://doi.org/10.1111/psyg.12454 Camacho-Montaño, Lucía Rocío, Pérez-Corrales, Jorge, Pérez-de-Heredia-Torres, Marta, MartinPérez, Ana María, Güeita-Rodríguez, Javier, Velarde-García, Juan Francisco, Palacios-Ceña, Domingo, Spiritual Care in Advanced Dementia from the Perspective of Health Providers: A Qualitative Systematic Review, Occupational Therapy International, 2021, 9998480, 11 pages, 2021. https://doi.org/10.1155/2021/9998480 Toivonen K, Charalambous A, Suhonen R. A caring and living environment that supports the spirituality of older people with dementia: A hermeneutic phenomenological study. Int J Nurs Stud. 2023 Feb;138:104414. doi: 10.1016/j.ijnurstu.2022.104414. Epub 2022 Dec 2. PMID: 36549146. You J, Khan Z, Swaroop R, Sun Y, Velayudhan L, Aarsland D. Online mindfulness meditation for mild cognitive impairment and mild dementia: A feasibility study protocol. PLoS One. 2025 Nov 25;20(11):e0336583. doi: 10.1371/journal.pone.0336583. PMID: 41289241; PMCID: PMC12646483.
Articolo a cura di Arianna Pastore




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