top of page
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black Instagram Icon

Il “Segno della Testa Girata” (Head-Turning Sign): Quando il Paziente Cerca la Tua Mente per Rispondere


Durante una visita medica, o semplicemente nel corso di una normale conversazione in famiglia, si assiste spesso a una scena tipica. Alla persona affetta da demenza viene rivolta una domanda semplice, come: "Cosa hai mangiato oggi a pranzo?" o "Che giorno è oggi?". L'anziano non risponde subito. Prima esita, poi, quasi con un movimento automatico, gira la testa di scatto verso il proprio caregiver, cercando il suo sguardo, come a chiedere aiuto o una conferma visiva.

In neurologia e neuropsicologia, questo comportamento non è una semplice distrazione: ha un nome scientifico ben preciso ed è considerato un vero e proprio indicatore clinico. Si chiama "Segno della testa girata" (Head-Turning Sign). Per chi si occupa di assistenza, comprendere il significato profondo di questo gesto è fondamentale per decodificare il modo in cui la persona malata si relaziona con il mondo e con il proprio "faro" protettivo.


Che Cos'è l'Head-Turning Sign e Perché si Manifesta?

Descritto per la prima volta in modo sistematico dai neurologi per distinguere la demenza d'Alzheimer da altre condizioni (come la depressione nell'anziano, che a volte ne simula i sintomi), il segno della testa girata è un fenomeno comportamentale guidato da un deficit cognitivo. Quando il medico o un interlocutore pone una domanda al paziente, nel suo cervello si attivano contemporaneamente diversi campanelli d'allarme:

-La consapevolezza del proprio limite: Il paziente percepisce, anche solo a livello inconscio, di non riuscire a recuperare l'informazione richiesta dalla memoria (deficit di memoria a lungo o breve termine);

-L'ansia da prestazione: Sentirsi "interrogato" genera uno stato di forte stress. L'anziano teme di sbagliare, di fare brutta figura o di deludere chi gli sta di fronte;

-La ricerca di un "esecutivo esterno": Non riuscendo a trovare la risposta dentro di sé, il paziente si gira verso il caregiver. In quel momento, il caregiver viene visto come una vera e propria estensione della propria mente, un archivio sicuro a cui delegare lo sforzo cognitivo.


Dal punto di vista diagnostico, se un anziano manifesta costantemente questo segno durante un colloquio clinico, vi è un'altissima probabilità che sia presente un declino cognitivo di tipo degenerativo, distinguendolo nettamente da chi è semplicemente un po' rallentato dall'età o da un tono dell'umore deflesso.


Il Caregiver come "Ancora di Salvataggio" Emotiva

Per il caregiver, osservare il segno della testa girata è un'esperienza doppia a livello emotivo:

-Da un lato, può essere gratificante: conferma il legame profondo e la totale fiducia che il malato ripone in lui. Il caregiver è il porto sicuro, l'unica persona in grado di interpretare e tradurre la realtà.

-Dall'altro lato, però, questo segno evidenzia il peso immenso dell'assistenza: Sapere che il proprio caro dipende da noi anche per confermare se ha fame, se ha freddo o per ricordare il nome di un nipote, aumenta la sensazione di carico e responsabilità totalizzante.


Come Comportarsi?

Quando questo fenomeno si presenta (soprattutto durante le visite mediche o i colloqui formali), il modo in cui il caregiver reagisce può fare una grande differenza per il benessere psicologico del paziente.

1. Non Sostituirsi Immediatamente (Dare Tempo): L'errore più comune, dettato dall'ansia o dalla fretta, è rispondere al posto del malato non appena questi gira la testa. Se il medico fa una domanda, è importante lasciare al paziente il tempo di elaborarla. Quando si gira a cercare il caregiver, si può cercare di dargli un aiuto insieme: "Ci pensiamo insieme? Ti ricordi cosa abbiamo cucinato prima?". Questo stimola le funzioni cognitive residue senza farlo sentire escluso.

2. Evitare l'Effetto "Interrogatorio di Polizia": Se si nota che a casa la persona con demenza gira continuamente la testa verso il caregiver ogni volta che qualcun altro gli parla, significa che il livello di stimoli o la complessità delle domande è troppo alto. Si suggerisce ai parenti o agli amici di fare domande chiuse (che richiedono un "Sì" o un "No") o di offrire una scelta doppia: "Preferisci la pasta o il riso?" invece di "Cosa vuoi per cena?". Questo ridurrà il suo bisogno di girarsi a cercare aiuto.

3. Usare lo Sguardo per Rassicurare, non per Giudicare: Quando la testa del paziente si gira verso il caregiver, il loro volto deve essere uno specchio di calma. Un sorriso rassicurante o un leggero cenno del capo comunicano al malato: "Va tutto bene, sono qui, sei al sicuro". Spesso al paziente non importa nemmeno trovare la risposta esatta; cerca solo la conferma visiva che voi siete ancora lì a proteggerlo.


Il "segno della testa girata" è la dimostrazione plastica di come la demenza non sia solo una malattia del singolo, ma una patologia che ridefinisce completamente i legami di coppia e familiari. Quel movimento del collo, così spontaneo e frequente, è un ponte invisibile tra due menti: una che si sta purtroppo spegnendo e una che ha deciso di illuminare la strada per entrambe.

Imparare a leggere questo segno non come un semplice sintomo di perdita, ma come un atto di fiducia, può aiutare i caregiver ad accogliere quella richiesta d'aiuto con ancora più calore, pazienza e consapevolezza.


Articolo a cura del Dott. Lorenzo Zinni,

Laureato in scienze e tecniche psicologiche

Commenti


CONTATTI

LA CURA DEL TEMPO 

Associazione di Promozione Sociale

Sede Operativa:
Via San Francesco D’Assisi. n. 15

Chieti scalo

​Orari di apertura (dal lunedì al venerdì):​
Mattina: ore 8.30 – 13.30  ​

Pomeriggio: ore 15.00 – 19.00 

Tel. 0871.452714
Cell. 345.6108888 

E-mail: lacuradeltempo.chieti@gmail.com

SOCIAL

© 2023 by End Hunger. Proudly created with Wix.com

bottom of page