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Ippoterapia e demenza: il potere curativo degli animali


La demenza rappresenta oggi una delle principali sfide sanitarie e sociali a livello globale. L’aumento dell’aspettativa di vita ha infatti portato a una crescita significativa del numero di persone affette da malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, che compromettono progressivamente la memoria, il linguaggio, il comportamento, l’autonomia e le relazioni sociali. Negli ultimi anni, accanto ai trattamenti farmacologici, la ricerca scientifica si è focalizzata sulle terapie non farmacologiche, finalizzate a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra queste, l’ippoterapia sta suscitando un interesse crescente grazie ai suoi potenziali benefici sul piano fisico, emotivo e relazionale nelle persone con demenza, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia.

L’ippoterapia, dal greco hippos (cavallo) e therapeia (cura), è un intervento terapeutico che utilizza l’interazione e il contatto con il cavallo come strumento riabilitativo. Questa pratica viene svolta da professionisti specializzati come fisioterapisti o psicologi, e rientra nella categoria delle Terapie Assistite con gli Animali (TAA), finalizzate a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive.

Tra i benefici che l’ippoterapia è in grado di apportare rientrano l’aumento dell’autostima, che deriva dalle responsabilità affidate al paziente e della capacità di instaurare relazioni. Nella demenza, il linguaggio verbale si impoverisce e il dialogo diventa faticoso. Il cavallo, però, non chiede spiegazioni. L’animale, con il suo linguaggio non verbale, permette di creare una relazione che non richiede memoria e parole, ed è per questo che migliora la capacità di relazionarsi.

Le attività assistite con i cavalli hanno mostrato un effetto positivo anche nel ridurre alcuni sintomi della demenza tra cui agitazione, irrequietezza aggressività e ansia. Il contatto con l’animale, la ritualità delle attività e l’ambiente naturale in cui si svolgono contribuiscono a creare sensazioni di calma, sicurezza e serenità.

Recenti studi mostrano una riduzione dei comportamenti problematici e un miglioramento dell’umore nelle persone con demenza, confermando il valore di questo approccio.

L’ippoterapia può offrire benefici anche dal punto di vista fisico: il movimento ritmico del cavallo stimola l’equilibrio, la coordinazione, la percezione del corpo e la mobilità, contribuendo a mantenere le capacità funzionali più a lungo. Alcuni studi hanno evidenziato miglioramenti anche nell’attenzione e nella partecipazione alle attività quotidiane. I benefici della ippoterapia non si limitano ai pazienti, ma si estendono anche ai loro caregiver: vedere il proprio caro interagire positivamente con l’ animale può offrire momenti di sollievo, riducendo lo stress e migliorando il benessere emotivo del caregiver.

In conclusione, l’ippoterapia rappresenta una valida risorsa nel trattamento della demenza, poiché ha effetti positivi sul piano emotivo, cognitivo, sociale, motorio e migliora la qualità della vita . Il contatto con il cavallo può favorire momenti di serenità, partecipazione e comunicazione, migliorando il benessere generale del paziente. Nonostante siano necessari ulteriori approfondimenti scientifici, i risultati emersi finora evidenziano il valore di questa terapia come supporto agli interventi tradizionali, in un’ottica di cura più attenta alla persona e alla sua qualità di vita.

 

Bibliografia

-Sebalj M., Lakhani A., Grindrod A. et al. (2024). Equine-assisted services for people living with dementia: a systematic review. Alzheimer’s Research & Therapy, 16, 76.

- Pozuelo Moyano, B., Schuster, J. P., Swierkosz-Lenart, K., Zullo, L., Compagne, C., Imobersteg, C., von Gunten, A., & Vandel, P. (2025). The Use of Equine-Assisted Therapy in Patients With Aggression and Agitation Behaviors due to Moderate-to-Severe Dementia: A Case Series. Case reports in psychiatry2025, 8785490.


Articolo a cura della Dott.ssa Elena Cornacchiulo,

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

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