top of page
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black Instagram Icon

Il fenomeno del Wandering nelle persone con Alzheimer: quando il camminare diventa un segnale da comprendere


Tra i comportamenti che più preoccupano familiari e caregiver delle persone affette da Alzheimer vi è il cosiddetto fenomeno del wandering, termine inglese che può essere tradotto come “vagabondaggio” o “deambulazione errante”. Non si tratta semplicemente del desiderio di fare una passeggiata: il wandering è un comportamento complesso, caratterizzato da spostamenti apparentemente senza meta, ripetitivi o disorientati, che possono esporre la persona a rischi significativi. Il wandering interessa una percentuale elevata di persone con demenza, in particolare nelle fasi intermedie e avanzate della malattia.

Comprendere le cause di questo fenomeno è fondamentale per garantire la sicurezza della persona, ma anche per migliorare la qualità della vita di chi convive quotidianamente con la demenza.


Che cos'è il wandering?

Il wandering viene definito come un comportamento locomotorio caratterizzato da movimenti frequenti, ripetitivi o apparentemente privi di uno scopo chiaro. Tuttavia, ciò che appare senza significato, nasconde una motivazione precisa per la persona che lo mette in atto. Generalmente, questo fenomeno, si manifesta con:

• camminare avanti e indietro negli stessi ambienti;

• tentare di uscire di casa senza una destinazione;

• cercare luoghi legati al proprio passato;

• desiderio di “tornare a casa”, pur trovandosi nella propria abitazione.


Quest'ultimo comportamento sembra essere il più frequente. Il termine "casa" che la persona cerca non è tanto un luogo fisico, ma uno stato d'animo: è la ricerca di un porto sicuro, della sensazione di protezione e familiarità che il disorientamento della malattia sta portando via.


Perché le persone con Alzheimer vagano?

Le cause del wandering sono molteplici e spesso si sovrappongono


• Il disorientamento spazio-temporale: uno dei sintomi principali dell'Alzheimer è la perdita progressiva della capacità di orientarsi nel tempo e nello spazio. La persona può non riconoscere l'ambiente in cui si trova oppure dimenticare il motivo per cui è entrata in una stanza. Questo stato di confusione può indurla a muoversi continuamente nel tentativo di trovare riferimenti familiari.


La ricerca di una routine conosciuta: molte persone con demenza conservano a lungo ricordi legati alle attività svolte per decenni. In questi casi il wandering rappresenta il tentativo di portare a termine compiti che il cervello considera ancora attuali


Ansia, stress e agitazione: l'ambiente può influenzare notevolmente il comportamento. Rumori eccessivi, luoghi affollati, cambiamenti improvvisi della routine o la presenza di persone sconosciute possono aumentare l'ansia e favorire episodi di deambulazione errante. Camminare diventa allora una forma di risposta allo stress.


Bisogni fisici non espressi: talvolta il wandering è la manifestazione di un bisogno concreto che la persona non riesce a comunicare verbalmente. Le cause possono includere: fame o sete, dolore, disagio fisico, caldo o freddo eccessivi, necessità di movimento. Quando questi bisogni non vengono identificati, il comportamento tende a ripetersi.


Alterazioni del ritmo sonno-veglia: l'Alzheimer può compromettere il funzionamento dell'orologio biologico interno. Alcuni pazienti manifestano maggiore agitazione nelle ore serali, fenomeno noto come sundowning o sindrome del tramonto. In queste circostanze possono verificarsi tentativi di uscire di casa durante la notte o nelle prime ore del mattino.


I rischi associati al wandering

Il wandering non rappresenta soltanto una difficoltà gestionale per i caregiver. In alcune situazioni può diventare una vera emergenza. I principali rischi comprendono:

• smarrimento;

• incidenti stradali;

• cadute;

• esposizione a temperature estreme;

• difficoltà a ritrovare la strada di casa;

• aumento dello stress per familiari e assistenti.


Una persona con demenza che si perde può trovarsi in grave pericolo già nelle prime 24 ore, soprattutto se presenta problemi di orientamento avanzati.


Come riconoscere i segnali precoci

Spesso il wandering non compare improvvisamente, ma è preceduto da alcuni comportamenti che possono fungere da campanello d'allarme. Tra i segnali più comuni possiamo trovare: interesse verso porte e uscite, richiesta insistente di tornare a casa, irrequietezza motoria, camminate ripetitive negli stessi percorsi, tentativi di seguire altre persone all'esterno.


Strategie efficaci per la prevenzione

La gestione del wandering richiede un approccio personalizzato e centrato sulla persona.


Mantenere una routine stabile: le persone con Alzheimer beneficiano di giornate strutturate. Orari regolari per i pasti, il riposo e le attività quotidiane riducono il senso di confusione.


Favorire l'attività fisica: passeggiate controllate, esercizi leggeri e attività motorie adattate possono diminuire l'irrequietezza e soddisfare il bisogno di movimento.


Rendere sicuro l'ambiente con degli accorgimenti: illuminazione adeguata, eliminazione di ostacoli e rischi di caduta, serrature sicure. L'obiettivo non è limitare la libertà della persona, ma proteggerla dai pericoli.


• Utilizzare tecnologie di localizzazione che consentano ai caregiver di intervenire rapidamente in caso di allontanamento


Come comportarsi durante un episodio di wandering?

Quando una persona con Alzheimer manifesta il desiderio di “andare via", opporsi si rivela quasi sempre controproducente. In questi momenti, la comunicazione empatica è lo strumento più efficace per restituire un senso di sicurezza. Si consiglia di: mantenere un tono di voce calmo, distrarre con un'attività piacevole, proporre una breve passeggiata accompagnata.


Uno degli errori più comuni consiste nel considerare il wandering esclusivamente come un problema da eliminare. In realtà, esso rappresenta una forma di comunicazione. L'approccio moderno alla cura della demenza invita quindi a leggere questi comportamenti come messaggi da comprendere piuttosto che come manifestazioni da reprimere.


Conclusioni

Il wandering è uno dei fenomeni più caratteristici e complessi della malattia di Alzheimer. Pur rappresentando una fonte di preoccupazione per i caregiver, non è un comportamento casuale né privo di significato.

Comprenderne le cause, riconoscere i segnali precoci e adottare strategie preventive adeguate consente di ridurre i rischi e migliorare il benessere della persona affetta da demenza. In un contesto di assistenza sempre più orientato alla persona, il wandering non deve essere visto soltanto come un problema di sicurezza, ma come un importante indicatore dello stato emotivo e cognitivo di chi vive con l'Alzheimer.




Articolo a cura della Dott.ssa Giada Di Stasi

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche


Commenti


CONTATTI

LA CURA DEL TEMPO 

Associazione di Promozione Sociale

Sede Operativa:
Via San Francesco D’Assisi. n. 15

Chieti scalo

​Orari di apertura (dal lunedì al venerdì):​
Mattina: ore 8.30 – 13.30  ​

Pomeriggio: ore 15.00 – 19.00 

Tel. 0871.452714
Cell. 345.6108888 

E-mail: lacuradeltempo.chieti@gmail.com

SOCIAL

© 2023 by End Hunger. Proudly created with Wix.com

bottom of page