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Pieghe di Memoria: Il Ruolo Terapeutico dell’Origami nella Gestione del Paziente con Demenza


La ricerca di interventi non farmacologici efficaci per il trattamento e il supporto delle persone affette da demenza ha registrato un incremento significativo negli ultimi anni. Tra le terapie occupazionali e le attività di stimolazione cognitiva, l’antica arte giapponese di piegare la carta, ovvero l’origami, si sta sviluppando e delineando come uno strumento riabilitativo di notevole interesse clinico. Infatti, oltre ad essere un semplice passatempo ricreativo, l’origami impegna il cervello in modo multidimensionale, offrendo benefici tangibili sia sul piano cognitivo che su quello motorio ed emotivo-comportamentale nei pazienti affetti da Alzheimer e altre forme di declino cognitivo.


Da un punto di vista neuropsicologico, l'atto di trasformare un foglio di carta bidimensionale in un oggetto tridimensionale attiva una complessa rete di funzioni cerebrali. La demenza aggredisce progressivamente la memoria a breve termine e la capacità di pianificazione (funzioni esecutive), ma tende a preservare più a lungo la memoria procedurale (il "sapere come fare" i movimenti).


L'origami agisce proprio su queste aree integrando diverse abilità:

• Funzioni Esecutive e Visuo-Spaziali: seguire una sequenza di pieghe richiede attenzione focalizzata, pianificazione e orientamento nello spazio. Il paziente deve visualizzare la trasformazione della forma geometrica, stimolando la corteccia parietale e frontale.

• Coordinazione Motoria Fine: piegare la carta con precisione richiede una costante coordinazione oculo-manuale e l'uso della motricità fine delle dita. Questo esercizio stimola la corteccia motoria e contrasta l'irrigidimento e l'atrofia da disuso delle articolazioni della mano, frequenti nell'anziano.

• Integrazione Sensoriale: il contatto tattile con la consistenza della carta, l'ascolto del fruscio della piegatura e lo stimolo visivo dei colori accesi creano un'esperienza multisensoriale che favorisce l'ancoraggio alla realtà e contrasta i fenomeni di disorientamento.


Benefici Clinici e Comportamentali oltre alla stimolazione strettamente cognitiva, l’impatto più rilevante dell’origami nei pazienti con demenza si osserva sia sulla sfera emotiva e sia sui disturbi del comportamento (BPSD).

1. Riduzione di Ansia e Agitazione: la ripetitività dei gesti legati alla piegatura della carta ha un effetto quasi ipnotico e rilassante, simile a quello della mindfulness. Questo ritmo prevedibile riduce significativamente i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress), aiutando a placare l'ansia, l'agitazione psicomotoria e i comportamenti stereotipati tipici delle fasi moderate della malattia.

2. Contrasto al Senso di Impotenza (Agency), uno dei drammi vissuti dal paziente con demenza è la progressiva perdita di controllo sul proprio ambiente e sulle proprie capacità. Creare un oggetto tangibile partendo da zero restituisce al paziente un senso di efficacia e controllo (agency). Vedere un fiore o un animale di carta prendere forma tra le proprie mani genera un feedback positivo immediato.

3. Autostima e Socializzazione Il completamento di un origami stimola i circuiti dopaminergici della gratificazione, aumentando l'autostima e riducendo i sintomi depressivi e l'apatia. Inoltre, se l'attività viene svolta in un contesto di gruppo (all'interno di Centri Diurni o RSA), l'origami diventa una modalità di condivisione e cooperazione, riducendo l'isolamento sociale del paziente.


Linee Guida per la Pratica Clinica e Assistenziale per massimizzare l'efficacia terapeutica dell'origami ed evitare l'effetto opposto – ovvero la frustrazione del paziente di fronte a un compito troppo complesso – l'intervento deve essere guidato e personalizzato seguendo precisi criteri metodologici:

• Gradualità del compito: è fondamentale iniziare con modelli estremamente semplici (2 o 3 pieghe al massimo, come un cappello o una barchetta), per poi aumentare la complessità solo in base alle risposte cognitive ed esecutive del singolo individuo.

Supporto visivo e Pointing: Il terapeuta o lo psicologo non deve limitarsi a dare istruzioni verbali (spesso difficili da decodificare per il paziente), ma deve mostrare il movimento in tempo reale, scomposizione passo dopo passo, stimolando l'attivazione dei neuroni specchio.

• Scelta dei materiali: Si raccomanda l'uso di fogli di grandi dimensioni (es. 20x20 cm), con colori contrastanti tra i due lati della carta, per facilitare la percezione visiva delle pieghe e dei bordi.


L’origami rappresenta una risorsa terapeutica a basso costo, facilmente accessibile e altamente personalizzabile nel panorama della cura della demenza. Attraverso la delicatezza della carta e il rigore della geometria, questa attività si dimostra capace di riattivare canali comunicativi e motori che la malattia tende a spegnere. Integrare l’origami nei piani di assistenza individualizzati non significa solo proporre un esercizio di riabilitazione cognitiva, ma offrire al paziente un momento di benessere, dignità e ritrovata espressione di sé.



A cura del dott. Lorenzo Zinni

Laureato in scienze e tecniche psicologiche

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